Cronaca Via Ballaro

Casa a "luci rosse" gestita da nigeriani nel cuore di Ballarò, arrestata una coppia

Per riuscire a fermarli i poliziotti si sono finti interessati all'affitto di un immobile. Poi il blitz, nel giorno concordato per concludere l'affare. I due sono accusati di riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell'immigrazione e sfruttamento della prostituzione

Si muovevano con circospezione lungo i vicoli di Ballarò, dove gestivano una casa "a luci rosse", coscienti del fatto che le forze dell’ordine li stessero braccando per eseguire un provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dal Tribunale di Palermo su richiesta della Dda, per i reati di riduzione in schiavitù, tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e spaccio di stupefacenti. Con queste accuse la polizia ha arrestato il 28enne Lucky Bosah e la 32enne Daudu Loveth.

Gli investigatori della Squadra Mobile erano sulle loro tracce da tempo, ma il problema principale era quello di riuscire ad entrare in contatto con loro senza destare sospetti. "I poliziotti che avevano condotto le indagini - spiegano dalla Questura - sapevano che i loro interessi orbitassero a Ballarò". Inutili però gli appostamenti effettuati nel tempo. Per riuscire a intercettarli e fermarli era necessario escogitare uno stratagemma per scalfire il loro scetticismo e avvicinarli.

"Soltanto negli scorsi giorni - aggiungono dalla Questura - gli agenti sono riusciti a contattare Bosah vincendo la sua diffidenza nell'incontrare sconosciuti. Si sono finti agenti di commercio e hanno condotto telefonicamente una trattativa relativa a un contratto di locazione fissando poi un incontro". Nel luogo e nel giorno concordato, però, il 28enne ha trovato i poliziotti che lo hanno bloccato e arrestato. La donna, invece, è stata rintracciata dopo un’ulteriore attività investigativa nel quartiere di Ballarò.

I due nigeriani erano finiti in manette nell'agosto del 2016 dopo un blitz dei Falchi nel loro appartamento. In quell'occasione i poliziotti sequestrarono circa 100 grammi di marijuana già divisa in "dosi" pronte per la vendita e 900 euro in contanti. Lo stupefacente era nascosto in alcuni pensili della cucina e in un ripostiglio. Da allora, secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile, avrebbero portato avanti anche un business che ruotava attorno alla prostituzione di loro giovani connazionali.

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