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Cronaca Belmonte Mezzagno

"Piantagione di marijuana più grande d'Italia", condannati in appello due fratelli

Due anni e 6 mesi e 2 anni e 8 mesi rispettivamente per Pietro e Vincenzo Martini, di 21 e 24 anni, di Belmonte Mezzagno. Tre anni e 10 mesi a Carmelo Collana, dipendente del comune di Canicattì: nel suo terreno furono trovate 10 mila piante

Lieve sconto di pena per due fratelli di Belmonte e un dipendente del comune di Canicattì sorpresi nella "più grande piantagione di marijuana d’Italia". I giudici della prima sezione della corte d’appello hanno riformato la sentenza di primo grado dello scorso luglio con cui erano stati condannati in abbrevviato Pietro (21 anni) e Vincenzo Martini (24), residenti a Belmonte, e Carmelo Collana (53), nato a Campobello di Licata. I tre erano accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ma secondo gli inquirenti era stato l'uomo a ideare il tutto.

Le condanne

Due anni e 6 mesi (più una multa da 28 mila euro con pena sospesa) al più giovane dei due Martini, 2 anni e 8 mesi al fratello maggiore (più una multa da 30 mila euro). Tre anni e 10 mesi invece per Collana, accusato anche per la detenzione di una pistola calibro 9 e con 43 cartucce e per il furto di energia elettrica.I militari trovarono sul contatore elettrico un magnete che gli avrebbe garantito una riduzione del 96% dei consumi necessari per alimentare la strumentazione utilizzata per la coltivazione. Per tutti e tre è stata eliminata la pena accessione dell’interdizione dai pubblici uffici.

Un drone per sorvolare le 10 mila piante

Il blitz dei carabinieri di Agrigento nelle campagne tra Campobello e Naro risale all’estate precedente, in un casolare in località Fundirò riconducibile all’uomo, dove furono trovate diverse tonnellate di marijuana pronta per la vendita. Per documentare le circa 10 mila piante coltivate tra i filari di loti i militari utilizzare anche un drone. Il grosso della sostanza stupefacente fu rivenuto all’interno di alcuni scatoloni. Il resto invece era stato custodito dentro alcuni sacchetti riposti all’interno di un casolare utilizzato come essiccatoio.

avvocato francesco lo nigro-2Proprio all'interno di quel casolare i due giovani fratelli furono sorpresi a confezionare la marijuana dentro buste che variavano di peso, da 800 grammi a un chilo. Secondo una stima fatta dagli investigatori, dopo il sequestro e le analisi eseguite dal Ris di Messina, la marijuana avrebbe potuto fruttare al dettaglio fino a 15 milioni di euro. Per i due fratelli belmontesi, difesi dagli avvocati Francesco Lo Nigro (foto allegata) ed Angela Lo Nigro, il pm aveva chiesto una condanna pari a 3 anni. Per Collana, assistito dall'avvocato Salvatore Manganello, la proposta di condanna era arrivata a 10 anni.

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