Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca

Catturavano ricci e oloturie per venderli a ristoratori asiatici, 5 palermitani arrestati per pesca di frodo

Operazione di guardia di finanza e capitaneria di porto, disposti i domiciliari con il braccialetto elettronico. In due anni avrebbero pescato oltre 140 mila esemplari in diversi tratti di costa dell'Isola provocando ingenti danni all'ecosistema marino. Sequestrati acquascooter e attrezzatura per 5 mila euro

Avrebbero perlustrato i mari di Palermo e provincia, sopratutto vicino alle coste di Terrasini, spingendosi in caso di maltempo fino a Licata o Capo d'Orlando. In 2 anni, utilizzando i loro scooter acquatici, avrebbero pescato oltre 140 mila esemplari tra ricci e oloturie, compromettendo significativamente - secondo una consulenza tecnica - l'habitat marino e determinando uno squilibrio dell'ecosistema marino.

La guardia costiera e la capitaneria di porto hanno arrestato e messo ai domiciliari 5 palermitani fra i 35 e i 40 anni accusati di essersi "avvalsi di una stabile struttura organizzativa - si legge in una nota - allo scopo di pescare e commercializzare ricci e oloturie". Quest'ultima specie ittica, per esempio, è considerata una prelibatezza gastronomica in Cina dove viene commercializzata ad un prezzo che varia dai 10 ai 3 mila dollari al chilo.

Le indagini dei militari della Stazione navale della guardia di finanza e della capitaneria di porto, avviate nel dicembre del 2020, si sono concentrate sui cinque indagati, tutti del capoluogo palermitano, che avrebbero pescato queste specie da vendere, attraverso canali privati, soprattutto ai ristoratori dei paesi orientali che vendono ai loro clienti queste pietanze di lusso.

Stando a quanto indicato da un consulente tecnico incaricato di fare una valutazione di impatto ambientale, il gruppetto di indagati, con la sua attività di pesca abusiva, avrebbe "compromesso/deteriorato la popolazione di ricci di mare e oloturie - si legge in una nota - determinando un significativo squilibrio dell'ecosistema marino associato e della biodiversità correlata ai fondali della Sicilia sud occidentale". Poi aggiungono: "La condotta degli indagati avrebbe comportato una drastica e visibile eliminazione degli esemplari di paracentrotus lividus e holothuria poli esistenti lambendo il disastro ambientale".

Il gip, oltre a disporre la misura cautelare per i cinque indagati con il braccialetto elettronico, ha disposto il sequestro per equivalente di una somma pari a 57.900 euro, considerata provento del reato. Sequestrati anche gli scooter acquatici e altre attrezzatura da pesca del valore complessivo di oltre 5 mila euro.

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