Il monopolio dei Cintura sui bibitari di Cruillas: "Beveraggio non ne potete vendere!"

Il retroscena dell'operazione "Stele" dei carabinieri, che ha portato all'arresto di 20 persone e che dimostrerebbe il potere della banda. Agli ambulanti sarebbe servita l'autorizzazione della famiglia: "Non faccio il caino, ma qui non deve armare nessuno!"

Una pattuglia dei carabinieri a Cruillas

Non solo furti ed estorsioni, la famiglia Cintura a Cruillas avrebbe avuto il potere di decidere chi poteva (o non poteva) vendere bibite per strada. E' uno degli elementi che emerge dall'operazione "Stele" dei carabinieri, che ha portato all'arresto di venti persone, e che dimostrerebbe - secondo il procuratore aggiunto Ennio Petrigni ed i sostituti Giorgio Spiri e Felice De Benedittis - "il ruolo ricoperto dall'associazione capeggiata dai Cintura all'interno del quartiere Cruillas" e "il monopolio dell'associazione nella rivendita delle bevande all'interno del quartiere".

"Lattine e beveraggio non ne potete vendere!"

Sarebbe stato Domenico Cintura a distribuire e in alcuni casi a negare le "autorizzazioni". Il dato emerge da un'intercettazione del 5 settembre del 2017, contenuta nell'ordinanza del gip Fabio Pilato. Un uomo informa Cintura che un tale "Fabio" si sarebbe messo a vendere lattine: "Fabio, quello di Borgo Nuovo, te l'ha detto il fatto delle lattine? Che può vendere le lattine?" e subito Cintura va su tutte le furie: "Lui può vendere le lattine? Lui può vendere questa minchia! Può vendere questa minchia, no le lattine!". L'altra persona quindi chiedeva: "Che gli devo dire? Gli dico che..." e Cintura completava la frase: "Che sei andato da Domenico e non ne puoi vendere! Che non le può vendere nessuno... Ora - aggiungeva - è venuto pure Paoluzzo, il genero del 'forbicione' e mi ha detto: 'Se mi metto là sotto le posso vendere due lattine?', no! Gli ho detto: 'Puoi vendere ciò che vuoi, lattine e beveraggio non ne potete vendere!'. Tu chiamalo... che non può fare niente!". 

"Appena lo vedo gli do uno schiaffone"

Effettivamente "Fabio" sarebbe stato chiamato al telefono dall'uomo: "Fabio, mi sono sentito con Domenico perché lattine non ne puoi vendere! Aspè... diglielo tu" e passava il cellulare a Cintura, che metteva in chiaro: "Pronto? Che mi dicesti tu a me? Noooo! No, no, non ne puoi vendere, no! E' come dico io! Fabio, non fare bile non ne puoi vendere! Ciao". Dopo aver chiuso la conversazione, l'indagato aggiungeva: "Appena lo vedo gli do due schiaffi, a questo drogato di merda! Ha detto: 'Ho parlato con te o eri ubriaco?', che io sono ubriaco... Appena lo vedo gli do uno schiaffone! Ma vedi questo senza dignità! Che io non bevo, io sono ubriaco?!". 

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"Non deve armare nessuno!"

Ma poi Cintura, che sarebbe stato a capo di una delle bande sgominate dagli investigatori, affrontava il discorso da un punto di vista generale: "Glielo dico a chiunque: 'Non potete armare perché noialtri dobbiamo dare conto e ragione... Non deve armare nessuno con le bibite! Non è che io sono caino, chi è che vuole armare può armare, ma con le bibite non può armare nessuno per la festa! Che ci sono cristiani che hanno raccolto tutto l'anno, che hanno dato soldi tutto l'anno... E' regolare, non è che uno sta facendo il caino!".

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