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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Indagine della finanza

Disabili e pazienti psichiatrici picchiati e lasciati senza cibo: 17 arresti, coinvolto un funzionario Asp

La guardia di finanza è intervenuta in una struttura gestita da una onlus - per la quale è scattato il sequestro preventivo - in provincia e convenzionata con l’Asp. Sono 35 in tutto gli indagati

Avrebbero dovuto pendersi cura di loro e invece, come mostrato dalle telecamere nascoste, li avrebbero derisi e picchiati. Li avrebbero umiliati e costretti al digiuno, trascinati come sacchi, rinchiusi in isolamento senza acqua né cibo. E tutto ciò sarebbe avvenuto dentro una struttura gestita dalla onlus Suor Rosina La Grua Onlus a Castelbuono, convenzionata con l’Asp e pagata con fondi pubblici. Un centro che accoglie 23 pazienti, tutti con gravi disabilità fisiche e psichiche, per i cosiddetti "servizi di riabilitazione a ciclo continuo".

I retroscena e le intercettazioni dell'inchiesta

I finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare del gip di Termini Imerese che ha disposto il carcere per dieci persone e gli arresti domiciliari per altre sette. Trentacinque in tutto gli indagati accusati a vario titolo dei reati tortura, maltrattamenti, sequestro di persona, corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, malversazione e frode nelle pubbliche forniture. In carcere l’amministratore della onlus Gaetano Di Marco, Massimo Palmisano, Agostino Villaraut, Romeo Guarnera, Lorenzo Giacalone, Paolo Conoscenti, Monica Collura, Pietro Butera, Filippo Morrione e Giuseppe Amato.

Gli inquirenti: "Crudeltà e nefandezze disumane" | video

Ai domiciliari invece Maria Carla Di Marco, Vincenzo Prestigiacomo (collaboratore amministrativo presso l’Unità operativa complessa assistenza riabilitativa territoriale dell’Asp di Palermo), Arcangelo Donato Giammusso, Fabrizio Cuccio, Claudia Rezmerita-Mocanu, Giorgio Muriella e Sabrina Madonia. Con lo stesso provvedimento il giudice ha disposto il sequestro preventivo della stessa onlus, dei beni e delle disponibilità finanziarie per un totale di 6,7 milioni di euro. Per altri cinque indagati è scattato l’obbligo di dimora nel comune di residenza mente per altri tredici il divieto di esercitare attività professionali per un anno. L'operazione è stata denominata "Relax".

Le immagini dei maltrattamenti | video

Sequestro da 6,2 milioni

Le indagini delle fiamme gialle, coordinate dalla procura di Termini, si sono sviluppate attraverso due filoni paralleli. Il primo ha riguardato l’amministratore e i soci della onlus che, ricostruiscono gli investigatori, sarebbero riusciti a conseguire l’accreditamento con la Regione e la successiva convenzione con l’Asp di Palermo grazie all’utilizzo di documentazione falsa, ottenendo nell’ultimo quinquennio, sotto la veste del no profit, erogazioni pubbliche per 6,2 milioni di euro. Di questi, circa 470 mila sarebbero stati utilizzati per fini privati come la liquidazione di compensi non dovuti, l’acquisto di auto, il pagamento di viaggi o alberghi e non per il fabbisogno dei pazienti o l’adeguamento della struttura.

L'uscita degli arrestati dalla caserma guardia di finanza | video

La "protezione" di un funzionario dell'Asp

"Oltre all’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di malversazione - ricostruiscono dalla guardia di finanza - vengono contestati anche episodi di corruzione di un funzionario dell’Asp di Palermo che avrebbe asservito stabilmente la propria funzione agli interessi economici dell’associazione" in cambio della "assunzione del figlio e della nuora". "Noi siamo sotto la scopa dell’Asp, perché il padre del nostro amministrativo - diceva una delle persone intercettate - è una specie di funzionario dell’Asp che ci tiene… ci tiene sotto". "C’era il papà di… - aggiungeva un’altra - che vi copriva, sareste finiti sui giornali, e se non vi facevate un procedimento penale… incuria, maltrattamenti, dal punto di vista sanitario, igienico… mancanza di personale, tuffa, di tutto c’è, firme false, di tutto c’era".

Niente scrupoli per i fragili ospiti del centro

Tra le accuse anche quella di "frode nelle pubbliche forniture, essendo state fornite prestazioni sanitarie in favore dei pazienti ben lontane dagli standard qualitativi previsti". L’altro filone investigativo, infatti, si è concentrato sulle condizioni degli ospiti del centro e sul lavoro svolto da sanitari e paramedici che, come emerso, avrebbero “posto in essere numerose e reiterate condotte attive e omissive, sottoponendo i pazienti a maltrattamenti tali da cagionare gravi sofferenze e umiliazioni. In particolare, senza scrupoli per la condizione di fragilità psico-fisica degli ospiti, tutti affetti da gravi disabilità intellettive e psichiatriche, il personale" avrebbe "sistematicamente fatto ricorso alle punizioni (come il digiuno), alle percosse (come strattonamenti, calci, schiaffi) e alle offese gratuite e denigranti, sottoponendo quotidianamente diversi pazienti a gravose ed immotivate limitazioni della propria libertà personale".

Il digiuno, i sedativi e la "stanza del relax"

Per fare ciò li avrebbero "richiusi sia di giorno che di notte - ricostruiscono dalla Finanza - all’interno di un locale di pochi metri quadrati completamente vuoto e privo dei servizi igienici, denominato ‘stanza relax’, dove i disabili rimanevano spesso per diverse ore, a volte al buio". Durante l'isolamento "implorava di uscire e supplicavano per avere acqua o cibo”, arrivando a "dovere espletare i propri bisogni fisiologici sul pavimento". Da qui la contestazione del reato di tortura formulata dal gip il quale ha evidenziato che gli ospiti del centro sono stati "sottoposti ad un regime di vita che non è eccessivo definire contrario al principio di umanità" e hanno "scontato quotidianamente la pena della loro disabilità subendo torture sistematiche che aggravano la loro condizione mentale e ne devastano il corpo".

Le indagini hanno consentito inoltre di evidenziare l’arbitraria e massiccia somministrazione di terapie farmacologiche in danno degli ospiti disabili della struttura, non giustificata da ragioni medico-sanitarie ma dalla volontà degli operatori di mantenere sedati i pazienti riducendo l’impegno e il rischio di potenziali complicazioni nel corso dei loro turni di lavoro.

Gli inquirenti: "Una struttura lager"

"Ancora una volta la guardia di finanza, nel corso di indagini in materia di spesa pubblica, si imbatte purtroppo in episodi di maltrattamenti nei confronti di soggetti indifesi. Infatti, dopo le case di riposo per anziani, stavolta nel mirino delle fiamme gialle è entrata una fittizia onlus che, in regime di convenzione con l'Asp, avrebbe dovuto fornire servizi di riabilitazione in favore di pazienti con gravi disabilità fisiche e psichiche e che li sottoponeva invece a trattamenti disumani". Dice il generale Antonio Quintavalle Cecere, comandante provinciale della guardia di finanza di Palermo.  "I responsabili della struttura, oltre che truffare l'Asp per circa 7 milioni di euro e corrompere un pubblico funzionario per ottenere favori - aggiunge -, hanno adottato un comportamento assolutamente contrario alle finalità di un ente senza scopo di lucro impegnato nel sociale, peraltro utilizzato spesso come 'cassa' per le esigenze personali degli indagati. Con le misure personali adottate nei confronti di 35 responsabili, il sequestro di beni per circa 7 milioni di euro e la chiusura della Onlus anch'essa sequestrata - sottolinea il comandante provinciale della Guardia di finanza -, i finanzieri hanno liberato da un vero e proprio lager i pazienti che sono stati affidati immediatamente dall'Autorità giudiziaria di Termini Imerese a una struttura idonea. Siamo sicuri che il prossimo Natale sarà per loro più sereno e gli auguriamo di vivere un anno nuovo con le cure e le attenzioni che meritano", conclude. 

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