Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca Tommaso Natale / Via Giuseppe Lanza di Scalea

Velodromo, alla ricerca d'argento con arnesi da orafo: due arresti

I carabinieri li hanno sorpresi mentre armeggiavano su un quadro elettrico della struttura. Stavano portando via batterie, cavi e gruppi di continuità per il valore di 50 mila euro. Uno di loro aveva una boccetta utilizzata dagli orafi per riconoscere la presenza di argento nei cavi

Avevano organizzato nei minimi dettagli un piano per ripulire il Velodromo, studiando preventivamente il quadro elettrico per non restare folgorati e procurandosi persino una boccetta di "saggio d'argento", così da individuare l'argento contenuto nei cavi dell'impianto. I carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato due giovani, Francesco Faija (21 anni, nella prima foto) e Rosario Zammito (35 anni), all'interno della struttura di via Lanza di Scalea, dalla quale stavano portando via batterie, cavi, gruppi di continuità e altro materiale per un valore complessivo di 50 mila euro.

Dopo i numerosi raid al Velodromo "Paolo Borsellino", i militari hanno predisposto un servizio di osservazione mirato per preservarne l'integrità. Proprio durante un controllo lungo il perimetro, i carabinieri hanno sentito alcuni rumori sospetti provenienti da uno dei locali interni, decidendo a quel punto di entrare senza farsi notare. Così facendo hanno sorpreso i due ladri mentre "lavoravano" con diversi arnesi da scasso su un quadro elettrico. I due sono stati immediatamente bloccati e riconosciuti quali abitanti del quartiere.

Dopo l'ispezione nei locali, le forze dell'ordine hanno accertato che i due ladri esperti avessero manomesso e rubato trentadue batterie da 12 volt 65 ampere, circa 100 metri di cavi in rame, una batteria box, un gruppo di continuità e un quadro elettrico. Tutto il materiale, del valore complessivo di 50 mila euro, era pronto per essere caricato su qualche mezzo e portato via. A pochi passi da loro c'era un carrello della spesa carico di cacciavite, chiavi inglesi ed altri attrezzi utilizzati per portare a termine il piano.

"Nelle tasche di Zammito - spiegano dal Comando - è stata trovata e sequestrata una boccetta di 'saggio d'argento', usata dagli orafi e nei negozi specializzati per le prove dei metalli. Presumibilmente sarebbe stato utilizzato per riconoscere l’argento presente nei cavi superconduttori dal normale metallo". I carabinieri hanno anche accertato che i due non fossero degli sprovveduti e che, quindi, avessero studiato il quadro elettrico prima di smontarlo, così da evitare di restare folgorati. Per i due, giudicati con il rito direttissimo, e dopo la convalida dell'arresto, sono stati disposti gli arresti domiciliari.

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