Cronaca Brancaccio

Rubano rame a Brancaccio, cala il buio nell'area industriale: tre arresti

Sono accusati del reato di furto aggravato ed interruzione di pubblico servizio. Dopo aver già tranciato 700 metri di cavi, li hanno abbandonati sul ciglio della strada. In manette altre tre persone, sorprese a Termini Imerese mentre ripulivano un capannone

Furto di rame a Brancaccio, area industriale al buio (foto archivio)

Un furto di rame, l'ennesimo, che questa volta ha lasciato senza elettricità Brancaccio. I poliziotti hanno tratto in arresto tre giovani, L.C. (28 anni), S.C. (26) e G.M. (24), ritenuti responsabili in concorso del reato di furto aggravato ed interruzione di pubblico servizio. Dopo aver tranciato e rimosso 700 metri di cavi, i tre li avevano abbandonati sul ciglio della strada, pronti per essere portati via. Ma a rovinare il loro piano una segnalazione al 113.

Dopo la chiamata alla sala operativa, diverse pattuglie dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico si sono precipitate nell'area industriale di Brancaccio poco dopo la mezzanotte. Nonostante fossero impegnati a raccogliere i cavi elettrici, all'arrivo dei poliziotti, i tre hanno cercato di scappare, chi a piedi chi a bordo di uno scooter. Ma la loro fuga è durata ben poco ed infatti gli agenti sono riusciti a fermarli ed arrestarli. Nel "sotto sella" del motociclo c'erano tutti gli arnesi necessari per aprire il i vani luce e tranciare i cavi in rame. Tutta la refurtiva è stata posta sotto sequestro. I tre, su disposizione dell'autorità giudiziaria, sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa del rito per direttissima.

TERMINI IMERESE - Non si placa la sfilza di reati collegati al furto del rame. I carabinieri della stazione di Cefalù, infatti, hanno arrestato altre tre persone con l'accusa di furto aggravato in un'azienda di Termini. Si tratta dei termitani O.B. (49 anni) e M.B. (36 anni), e di R.D. (24 anni), nato a Campofelice di Roccella. I tre cacciatori di "oro rosso" sono stati sorpresi mentre ripulivano il capannone di una ditta agroalimentare dai cavi elettrici, prima di abbandonarli a pochi metri dal cancello esterno dove un'auto sarebbe passata a raccoglierli. Dopo il pedinamento della Fiat Marea condotta D.R., i militari si sono appostati lontani dal capannone per seguire tutti le fasi del furto e attendere l'arrivo dei rinforzi.

I carabinieri hanno notato quattro individui che facevano avanti e indietro dal capannone, gettando matasse di cavi di rame oltre l'inferriata. A quel punto ha fatto nuovamente capolino la Fiat Marea, dalla quale sono scesi due individui, entrambi impegnati a dare una mano ai "colleghi" per caricare la refurtiva nell'auto. Così i carabinieri hanno deciso di intervenire fermando i due che si trovavano a bordo dell'auto ed una terza persona. Grazie alle perquisizioni i militari hanno potuto appurare l'entità del furto: mezza tonnellata di rame. Dopo la convalida degli arresti, e in attesa del giudizio, ai due termitani è stata applicata la misura cautelare dell'obbligo di dimora, mentre R.D. è stato rimesso in libertà. Proseguono le indagini dato che all'appello mancano due complici, riusciti a fuggire nel buio della notte.

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