Cronaca Via Molara

Termini, "rubava l'elettricità da mesi" per alimentare l'azienda: arrestato

In manette un imprenditore, titolare di un'attività che lavora e commercializza prodotti ittici all'ingrosso. Il contratto con l'Enel era scaduto a gennaio, ma manomettendo il contatore aveva potuto fornire energia a tantissime celle frigorifere

Il sopralluogo dei carabinieri in contrada Molara

Il contratto per la fornitura dell'energia elettrica era scaduto, ma la sua azienda ha continuato a lavorare indisturbata per mesi. I carabinieri hanno arrestato un imprenditore di Carini, A.M (49 anni), titolare di un'azienda di Termini Imerese che si occupa della lavorazione, conservazione e commercio all’ingrosso di prodotti ittici, che aveva realizzato un allaccio abusivo ai cavi dell'Enel. L'indagine è partita dopo che alcuni utenti avevano segnalato all'Enea alcuni disservizi, black out e cali di tensione.

La società dell'energia elettrica, dopo i problemi riscontrati, ha inviato una squadra di tecnici per verificare l'origine del problema. Il sopralluogo ha permesso di scoprire quale cabina creasse diverse anomalie: si trattava di quella relativa all'azienda che si trova nella zona industriale, in contrada Molara. I tecnici, a quel punto, hanno contattato i carabinieri con i quali hanno accertato che il lucchetto della cabina era stato manomesso e che il contatore, sebbene non autorizzato, era perfettamente in funzione. L'imprenditore "aveva riattivato abusivamente la fornitura elettrica grazie all'applicazione di un marchingegno sul sezionatore Ims", spiegano i carabinieri.

Dopo indagini e ricerche, l'uomo è stato rintracciato nel cuore della notte ed è stato arrestato con l'accusa di furto aggravato. Dalle successive verifiche i carabinieri hanno appurato che all'interno dei capannoni dello stabilimento, che si sviluppa su una superficie di 2 mila metri quadrati, si trovava un "numero imprecisato" di celle frigorifere alimentate tramite l'allaccio abusivo. Il titolare dell'azienda, sottoposto agli arresti domiciliari, è stato giudicato per direttissima e rimesso in libertà. Proseguono le indagini per quantificare il danno provocato dall'allaccio abusivo.

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