Smontano distributore di sigarette, lo caricano su un'auto rubata e scappano: 3 arresti

L'episodio a Carini. Grazie alle indagini i carabinieri sono risaliti all'identità di tre giovani che, durante l'inseguimento, hanno buttato la refurtiva per sbarrare la strada a una pattuglia. Sono finiti ai domiciliari

La rivendita di corso Italia, a Carini

A due settimane dal furto di un distributore di sigarette, seguito da una rocambolesca fuga avvenuta nel cuore della notte, erano certi di averla fatta franca. O almeno così credevano fino a quando i carabinieri non hanno bussato alle porte di casa loro per notificare un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

I militari della stazione di Carini hanno arrestato il 21enne Stefano Angelo Randazzo e i ventenni Giovanni Pumo e Cristian Viola con l'accusa di furto aggravato e ricettazione. Per gli investigatori, che hanno dato esecuzione al provvedimento firmato dal giudice per le indagini preliminari, sono loro gli autori del colpo risalente allo scorso 15 settembre.

Grazie all’analisi delle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza i carabinieri hanno ricostruito quanto accaduto quella notte, quando una pattuglia si trovò a inseguire una Fiat 500 con il portellone posteriore spalancato. Un inseguimento ostacolato dagli stessi ladri che, durante la fuga, hanno gettato in strada l’armadio metallico pieno di sigarette per sbarrare la strada ai militari.

La refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario, ovvero al titolare della rivendita Giambanco di corso Italia, che a inizio ottobre ha trovato la cappelliera di una Fiat 500 in un terreno vicino: si trattava di un pezzo dell’auto utilizzata dai ladri, poi risultata oggetto di furto e ritrovata la mattina successiva al colpo. Sul portellone c’erano delle macchie di vernice simili a quelle distributore rubato.

Dopo l’accaduto i carabinieri hanno acquisito e visionato le immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza notando che "le sembianze fisionomiche dei soggetti immortalati - scrive il gip - corrispondevano a quelle dei tre individui fermati a bordo di una Lancia Y all’1.40 del medesimo giorno". Confrontando gli abiti indossati dai giovani con quelli dei ladri, i carabinieri hanno riconosciuto fra le altre cose le scarpe indossate da Viola.

Gli elementi acquisiti dai militari della stazione di Carini sono stati sottoposti al pm e al gip che, sulla scorta del quadro indiziario, ha emesso l’ordinanza. Non temendo il pericolo di fuga il giudice per le indagini preliminari Simone Alecci ha ritenuto sufficiente, in attesa del processo, disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari per i ragazzi che vivono allo Zen e in zona Partanna.

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