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Cronaca

Furti in due supermercati con un bottino da 70 mila euro, otto arresti

I carabinieri della compagnia San Lorenzo sono riusciti a identificare i ladri che avrebbero messo a segno due colpi e ne avrebbero tentati altri ai danni di un impianto sportivo e un distributore di carburanti. Alcuni degli indagati sono accusati anche di riciclaggio e spaccio di stupefacenti

Avrebbero rubato le casseforti di due supermercati, portando via un bottino complessivo da 70 mila euro, e avrebbero tentato altri due colpi. I carabinieri della compagnia San Lorenzo hanno arrestato otto persone (sei in carcere e due ai domiciliari) accusate a vario titolo di furto aggravato, riciclaggio e spaccio di sostanze stupefacenti. Vanno in carcere Giuseppe Farruggia (34 anni), Vincenzo Mazzola (21), Salvatore Dragotta (47), Salvatore Ferrante (37), Filippo Raccuglia (23) e Damiano Tarantino (28). Ai domiciliari Michele Marino (39) e Francesco Palazzotto (62).

I militari dell’Arma, sotto il coordinamento della Procura di Palermo, hanno avviato le indagini dopo alcuni episodi registrati tra marzo e agosto del 2019. "Sono stati documentati - spiegano dal Comando provinciale - due furti consumati a Palermo e altri due tentativi di furto presso un impianto sportivo e un distributore di carburanti". I due punti vendita da cui sono state portate via le casseforti sono il Paghi Poco di via Leonardo Da Vinci (30 mila euro) e il Paghi Poco di via Amedeo D’Aosta (39 mila), da cui sono state rubate anche delle bottiglie di champagne.

Nel corso dell’attività i carabinieri erano già riusciti a sventare un colpo in un supermercato di via Messina Marine arrestando in flagranza cinque persone. Arresti che avrebbero “costretto” alcuni degli indagati - per sopperire alle difficoltà dettate dalla mancanza di altre entrate economiche - a spacciare cocaina, hashish e marijuana allo Sperone.

Gli investigatori hanno ricostruito inoltre due tentativi di far entrare dello stupefacente nel carcere di Trapani per farlo arrivare a un consumatore detenuto. “Il quale avrebbe ordinato la merce - affermano dal Comando - attraverso l’uso di un microscopico telefono cellulare, impartendo disposizioni per nascondere la sostanza”.

Spedizione andata male anche grazie al contributo degli agenti di polizia penitenziaria che sono riusciti a intercettare e sequestrare due partite di hashish prima che entrassero dentro il carcere Pietro Cerulli. Tutti questi elementi investigativi sono confluiti nell’ordinanza del gip che ha disposto inoltre l’obbligo di dimora per altri tre indagati.

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