Cronaca Brancaccio

Rubavano auto e moto, la prediletta era la Vespa 50 special: 7 arresti a Brancaccio

I carabinieri hanno eseguito un'ordinanza del gip che dispone il carcere per i due indagati considerati i capi dell'organizzazione mentre altri cinque sono ai domiciliari. Venti gli episodi accertati, perlopiù nel Palermitano. I mezzi rubati venivano poi smontati per i pezzi di ricambio o restituiti ai proprietari, ma solo dietro pagamento

Non esisteva serratura o lucchetto antifurto che li potesse fermare. Aprire un garage per portare via auto o ciclomotori, tra i quali anche diversi modelli di Vespa 50 special, era un gioco da ragazzi. Poi, in base alle circostanze, si decideva il da farsi. I mezzi rubati venivano usati per altri furti e rapine. Oppure venivano smontati per riutilizzarne o rivenderne i pezzi o ancora restituiti ai legittimi proprietari dietro pagamento.

Questa la ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia di Misilmeri, che questa mattina hanno arrestato a Brancaccio sette persone per i reati di furto, rapina, ricettazione, riciclaggio ed estorsione. Accogliendo le tesi della Procura, il gip di Termini Imerese ha disposto il carcere per Francesco Macaluso (47 anni) e Giuseppe Lucchese (21), considerati i capi dell’organizzazione. Domiciliari per Alessandro D’Angelo (20), Giovanni Alfano (22), Emanuele Macaluso (26), Giuseppe Corrao (21) e Margherita Scarpisi (44). Obbligo di firma per altri tre indagati.

La banda di Brancaccio in azione | Video

Le indagini sono state condotte tra febbraio e luglio del 2019. "Alcuni degli indagati all'epoca dei fatti erano minorenni", sottolinea Sebastiano Arena, comandante del Gruppo dei carabinieri di Monreale. Stando alle risultanze investigative, ognuno degli indagati aveva un ruolo ben preciso ma seguivano tutti uno stesso modus operandi. "Oltre ad utilizzare sempre mezzi precedentemente rubati e con targhe diverse - spiegano dal Comando provinciale - hanno operato quasi sempre a volto coperto in maniera tale da impedirne l’individuazione, agendo quasi sempre di notte".

I furti venivano compiuti perlopiù in provincia. Venti i mezzi rubati (ma in alcuni casi restituiti ai proprietari grazie all'intervento dei carabinieri) tra i comuni di Bolognetta, Misilmeri, Marineo, Belmonte Ficarazzi, Bagheria e Monreale. Gl investigatori hanno poi ricostruito "le successive ricettazioni nonché una rapina, due tentate estorsioni e un episodio accertato di estorsione con il metodo del cosiddetto cavallo di ritorno".

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