Cronaca

"Lo so dove va a scuola tuo figlio", come avvenivano le intimidazioni al Policlinico

Le indagini della digos, che hanno portato all'arresto di 2 persone per estorsione, iniziate dopo la denuncia dell'allora direttore generale. Dopo alcune irregolarità stava avviando tutte le procedure per interrompere il rapporto con la ditta di pulizia Euroservice

Si erano aggiudicati l'appalto per i servizi di pulizia al Policlinico e pur di "onorare" il contratto avrebbero fatto di tutto. Le indagini della Digos, che hanno portato all'arresto di Marco Tuzzolino e Dario Anzalone per estorsione e turbamento di servizio pubblico, sono partite a seguito della denuncia fatta dall'ingegnere Mario La Rocca, allora direttore generale pro tempore della struttura ospedaliera. Da quando la ditta calabrese "Euroservice srl" era entrata nell'ospedale si erano verificati numerosi episodi di minacce e violenza, tanto che Tuzzolino, referente nel capoluogo dell'azienda, sarebbe arrivato a dire ad un dipendente: "Viri ca sacciu runni va a scola to figghiu". (VIDEO)

Durante l'espletamento dei servizi della Euroservice, erano state fatte numerose contestazioni sulle prestazioni rese, al termine delle quali il personale sanitario del Policlinico doveva firmare un foglio con una dichiarazione di conformità, dove veniva espresso anche un voto di gradimento. Fra un problema e l'altro la direzione aveva creato una commissione di verifica sui servizi, e da allora arrivarono nuove intimidazioni: dal danneggiamento di alcune auto dei funzionari all'incendio di un container, passando per l'irruzione durante una riunione durante la quale La Rocca è stato aggredito verbalmente da alcuni lavoratori della Euroservice, capeggiati dallo stesso Tuzzolino. Quest'ultimo, in quella occasione, aveva fatto presente a La Rocca che in ballo ci fossero in ballo 130 lavoratori, nessuno dei quali andava considerato "fannullone". Secondo lui corridoi e corsie venivano puliti a regolare d'arte, quindi dietro la rescissione del contratto ci sarebbero state "manovre poco chiare per favorire un'altra azienda".

La struttura ospedaliera, infatti, a fronte di tutte le irregolarità riscontrate durante l'anno (a partire dall'agosto 2011) aveva diffidato la ditta calabrese, avviando così tutte le procedure per interrompere il rapporto. Ma questo fece sì che si intensificassero gli episodi di aggressione, arrivando addirittura a non permettere il regolare svolgimento dei servizi di pulizia. Ed è per questo che i due sono finiti in carcere, per turbamento del servizio pubblico ed estorsione. Tuzzolino era il referente siciliano della ditta appaltatrice, mentre Anzalone era semplicemente un dipendente che lo aveva "spalleggiato" in varie circostanze. "In un caso - spiega il funzionario di polizia Giuseppe De Blasi - Tuzzolino avrebbe detto al caposala del reparto di neonatologia che non avrebbero mandato nessuno a pulire", provocando gravi carenze igienico-sanitarie.

"INTRECCI" SINDACALI - Per portare a segno il proprio disegno criminale gli arrestati sarebbero riusciti a "convincere" circa cento lavoratori ad abbandonare la Fisascat Cisl per affiliarsi ad altri sindacati di categoria, così da garantire maggior controllo su di loro. In caso contrario, dalla Euroservice li avrebbero tartassati in vari modi: spezzettando l'orario di lavoro ai tanti lavoratori pendolari o minacciando di licenziarli. "Così facendo - spiega De Blasi - nella Fisascat sarebbero rimasti solo tre lavoratori, causando così un danno di circa 2 mila euro per gli affiliati persi". Ma dalla polizia assicurano: "Nel periodo in cui si sono verificati i fatti non sono state riscontrate carenze igieniche tali da creare preoccupazione nei pazienti ricoverati".

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