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Cronaca Roccapalumba

Multato perché senza mascherina, prepara rappresaglia contro un carabiniere: tre arresti

I fatti a Roccapalumba: il militare sarebbe stato minacciato da Antonino Lo Bue (52 anni) davanti a un bar. Intimidito e minacciato anche un consigliere comunale affinché si attivasse per annullargli la sanzione. In manette altri due uomini per detenzione e ricettazione di arma da fuoco

Avrebbe intimidito e minacciato un consigliere comunale di Roccapalumba affinché si attivasse per annullargli una multa, rimediata per non aver indossato la mascherina quando invece era necessario. E avrebbe fatto lo stesso con un carabiniere, proprio quello che lo aveva sanzionato, davanti a un bar, portandosi la mano alla testa e mimando il gesto di un colpo di pistola. Con queste accuse è stato arrestato Antonino Lo Bue, dipendente pubblico di 52 anni, sino ad oggi incensurato ma ora indagato per i reati di tentata estorsione e minacce aggravati dal metodo mafioso. In carcere come lui anche i fratelli Francesco (63 anni) e Pietro (59) Pecoraro, accusati invece di ricettazione e detenzione di arma da fuoco.

L’episodio che ha dato il via alle indagini riguarda una multa che i carabinieri hanno fatto ad aprile a Lo Bue, sorpreso per strada senza mascherina insieme ad altre persone. Circostanza che l’uomo non avrebbe in alcun modo digerito, interpretandola quasi come un affronto. Da qui, secondo gli investigatori, l’insistente richiesta fatta al consigliere che gli avrebbe risposto “picche” senza però denunciare nulla. A maggio Lo Bue e il carabiniere, che presta servizio in un altro Comune, si sono incontrati in un bar dove il militare era andato per prendere due caffè. Una volta fuori Lo Bue lo avrebbe raggiunto per contestarlo pubblicamente, cosicché potessero sentirlo tutti, promettendo di fargliela pagare.

Il militare non si sarebbe scomposto e una volta tornato in caserma avrebbe relazionato l’episodio fornendo l’input per le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, che hanno coinvolto anche i Pecoraro. I due fratelli, considerati vicini all’altro indagato, avrebbero condiviso i propositi aggressivi di Lo Bue mostrandosi disponibili per eventuali rappresaglie che però, di fatto, non sarebbero state organizzate o portate a termine. Sulla scorta di questi elementi la Procura ha chiesto e ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare con cui il gip ha disposto per tutti e tre, salvo nuove disposizioni, la detenzione in carcere.

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