Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Zisa

Droga alla Zisa, la matrona col grembiule faceva finta di spazzare: invece vendeva eroina

I particolari dell'operazione Horus. I giovani pusher guadagnavano 100 euro con turni che duravano dalle 8 di mattina a notte fonda. L'sms di un indagato alla propria fidanzata: "Se entro oggi non ricevi un mio messaggio, stasera alle 20.15 guardati il Tgs..."

Il testo di un sms inviato da un pusher alla sua ragazza

Il grembiule, la scopa, i capelli spettinati. Quella di Anna Cardinale (nella foto a destra), è forse la figura più curiosa che emerge dall'operazione dei carabinieri che all'alba di oggi ha portato all'arresto di 33 persone, alla Zisa. Produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti. La Cardinale è l'unica donna finita in manette nell'ambito dell'operazione Horus. Si affacciava la mattina sull'uscio di casa, in vicolo Alcadino di Siracusa, e faceva finta di spazzare, con la scopa in mano. In realtà vendeva eroina ai tossici. I clienti arrivavano sempre nelle stessa fascia oraria. Di mattina, intorno alle 11, per esigenze fisiologiche. A differenza del fumo e dell'erba solitamente vendute a pochi metri da là anche alle 2 di notte. (GUARDA IL VIDEO)

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Cardinale Anna-2L'eroina veniva venduta 15 euro a dose (quella da 0,25 grammi). Una particolare nicchia di mercato che veniva a bussare alla porta di Anna Cardinale, la "matrona". Conosciuta da tutti, era il punto di riferimento per i giovani, nettamente la figura più grande della rete, in mezzo a ragazzi dall'età media di 25 anni. Difficile per i militari trovare riscontri. Ognuno rallentava le operazioni di controllo. Emblematico è stato il montaggio delle telecamere. In un'occasione furono smontate appena 24 ore dopo l'installazione.

C'era la matrona, ma c'era anche il cassiere, la vedetta. Un'organizzazione dinamica che agiva in un dedalo di viuzze. Nell’ambito del quartiere è stata individuato un gruppo di persone dedite con differenti profili di responsabilità in ragione delle diverse funzioni e compiti. Un’attività considerata come un vero e proprio “lavoro” dai giovani pusher, come testimoniato da un sms inviato da un indagato alla propria fidanzata: "Cara, sto andando a lavoro se tutto va bene ok, in tal caso se entro oggi non ricevi un mio sms, stasera alle 20.15 guardati il Tgs però nella tua stanza e non con i tuoi…”. Perché anche l'eventuale arresto sarebbe stato un motivo di vanto.

Il  gruppo, attivo esclusivamente nello spaccio di hashish e marijuana, lavorava nelle vie Regina Bianca e Stefano de Perche. Attività compiute da soggetti indipendenti, ma riconducibili tutti alla famiglia Fernandez. Tra gli indagati emergono le figure di due soggetti, appartenenti ad altrettante famiglie di spicco del quartiere, Vincenzo Bagnasco, 31 anni e Gaspare Giardina, di 25. I giovani pusher, la fascia più bassa della piramide guadagnavano 100 euro al giorno. C'erano tre turni al giorno. Si cominciava alle 8 di mattina. Poi c'era il turno 14-22. L'ultimo copriva la fascia notturna, ben oltre le 3. Una ripartizione perfetta dei ruoli, con paghe consistenti.

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