Gli arresti per spaccio allo Sperone: in 3 mesi 600 cessioni di coca e hashish, eroina e crack

I carabinieri, grazie a tre telecamere puntate su passaggio Nicola Barbato, hanno documentato il costante smercio di droga. Pusher e vedette sarebbero stati operativi dalle 9 alle 23. Secondo la Procura avrebbero avvicinato gli acquirenti a bordo di macchine e in alcuni casi avrebbero avuto le sostanze nascoste in bocca

Sono quasi 600 le cessioni di droga documentate dai carabinieri tra i mesi di aprile e giugno dell’anno scorso nella zona di passaggio Nicola Barbato, allo Sperone. Grazie a tre telecamere puntate sulla strada, i militari, coordinati dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Giorgia Spiri, hanno immortalato gli indagati mentre avrebbero spacciato hashish, cocaina, ma anche crack ed eroina durante tutta la giornata. La piazza – già nota per questo tipo di attività – sarebbe stata sempre coperta dai pusher, che avrebbero lavorato dalle 9 alle 23.

La vendita della droga e poi il segno della croce | Video

Le 598 cessioni in tre mesi

In base alle immagini riprese dalle telecamere, piazzate tra via Bernardino Verro, passaggio Nicola Barbato e viale Di Vittorio, gli spacciatori più operatici sarebbero stati Rosario Camarda (a cui viene contestata la cessione di 75 dosi tra crack e cocaina),  Alessio Sammartino (72 tra crack, cocaina e hashish), Patrizio Dalfone (69 di solo crack), Salvatore Costa (67 tra hashish e cocaina), Pietro Paolo Marino (62 tra crack, cocaina, hashish e eroina), Giovanni Lisciandrelli (62 di crack e cocaina), Giacomo Catanzaro (54 tra crack, cocaina e hashish).

Sperone, 8 arresti per spaccio di droga

Per gli altri indagati, le contestazioni riguardano un numero inferiore di cessioni: Michele Pantaleo (36), Rosolino Chifari (27 tra cocaina e hashish), Antonio Megna (19 di cocaina e hashish), Vito Pellegrino (18 tra cocaina e hashish), Gaetano Paolo Camarda (10 tra crack e cocaina), e infine Giuseppe Asaro (8 tra crack, cocaina e hashish). La Procura, inoltre, contesta la cessione di altre 19 dosi che sarebbe avvenuta in concorso tra diversi indagati.

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I nomi degli arrestati 

I turni dalle 9 alle 23

Le telecamere hanno mostrato come la gestione dello spaccio avrebbe seguito un’organizzazione ormai abbastanza consolidata, con pusher e vedette presenti dalla mattina alla sera nella piazza. I clienti sarebbero stati avvicinati con delle macchine e i pusher, secondo l’accusa, avrebbero avuto la droga da vendere addosso e, in alcuni casi, addirittura in bocca. Le varie sostanze sarebbero state anche prelevate da alcuni nascondigli, non inquadrati dalle telecamere. In altri casi, lo smercio sarebbe avvenuto all’interno di un edificio tra le case popolari.
 

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