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Spaccio di cocaina e hashish ad Altarello, la base in un covo ultras: sei arresti

Due vanno in carcere e 4 ai domiciliari, uno è ancora ricercato. Altre 7 persone sono indagate a piede libero. Il business avrebbe fruttato circa 100 mila euro all'anno. Durante le indagini ricostruita anche un'estorsione: preteso il pagamento di una partita di droga "per conto della famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù"

Avrebbero gestito la piazza di spaccio di Altarello di Baida utilizzando come base operativa una taverna abusiva trasformata nel ritrovo di un gruppo ultras del Palermo. I carabinieri hanno arrestato sei persone - due vanno in carcere e quattro ai domiciliari - accusate a vario titolo di produzione e traffico di sostanze stupefacenti, tentata estorsione e furto in abitazione. Uno dei destinatari della misura firmata dal gip non è stato ancora individuato dai militari e risulta "attivamente ricercato". Altre sette le persone iscritte nel registro degli indagati, una delle quali sottoposta all’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria.

In carcere sono finiti Davide Osman (34 anni) e Santino D'Angelo (26). Mentre ai domiciliari Marco La Grassa (27), Francesco La Grassa (27), Manuele Lo Nardo (30) e Salvatore Cappello (41).

L’operazione denominata "Altarello" arriva dopo quasi un anno di indagini, tra agosto 2020 e marzo 2021, e costituisce il prosieguo dell'operazione "Panaro" che a luglio scorso aveva già portato all’arresto di quattro persone. Secondo quanto emerso dall'attività investigativa condotta dalla compagnia di Monreale sei persone si sarebbero occupate della piazza di spaccio e della vendita al dettaglio di cocaina, crack, hashish e marijuana. Un business con un giro d'affari stimato in circa 100 mila euro annui. I militari hanno lavorato anche sul canale dei grossisti, individuando due persone che si sarebbero occupate dell’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti.

Nel corso delle indagini i carabinieri hanno documentato anche un episodio di estorsione. "Due dei soggetti colpiti da misura - spiegano dal Comando provinciale - avrebbero richiesto ai gestori della piazza di spaccio il pagamento di un ingente quantitativo di droga risalente a 5 anni prima, riferendo di agire per conto della famiglia mafiosa di Santa Maria del Gesù e che il credito vantato sarebbe dovuto servire a sostenere le spese per il sostentamento dei detenuti del mandamento".

Oltre allo spaccio è stato ricostruito anche l'episodio di un furto in abitazione con un grosso bottino. Alcuni degli indagati avrebbero rintracciato il ladro per convincerlo a restituire la refurtiva così da alleggerire la pressione delle forze dell’ordine nella zona. "Durante l'operazione i militari - concludono dal Comando - hanno perquisito l'abitazione di uno degli indagati finito ai domiciliari e sono stati rinvenuti 220 grammi di cocaina pura in cristalli e 2.415 euro provento della illecita attività di spaccio per cui lo stesso è stato tratto in arresto in flagranza di reato".

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