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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Erika e lo spaccio in discoteca sotto le luci strobo: "Mi porta 200 euro ogni 5 minuti"

I retroscena dell'operazione dei carabinieri che ha sgominato una banda dedita al traffico di cocaina con l'Argentina. Tra i 12 arrestati anche una ragazza di 24 anni: "E' troppo forte, per le feste fa 1.500 a settimana"

La droga viaggiava dall’Argentina e arrivava in Sicilia pronta per essere spacciata nei locali della movida palermitana. Per fare soldi, oltre a corrieri e fornitori, era necessario “arruolare” gente che sapesse muoversi bene a ritmo di techno, hard core e non solo, sotto le luci stroboscopiche e con le bustine di Md e cocaina in tasca. “Ho una ragazzina che lavora, che gli do il materiale io. Per le feste fa 1.500/1.600 di conto a settimana Mirko, è assurda questa ragazza”, diceva Pasquale Testa al suo interlocutore che prima di chiedergli una sigaretta risponde: “Io li facevo in una sera”.

Il riferimento di Pasquale Testa, figlio di Nicola Testa (elemento di piccolo della famiglia mafiosa di Bagheria e arrestato nell’operazione Panta Rei) va alla 24enne Erica Trapani, anche lei fra i 12 arrestati (LEGGI I NOMI) dell’operazione Praesidium dei carabinieri che è servita a sgominare un’organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti e a fermare capi e gregari di un mandamento mafioso. Per notificarle l’ordinanza con la quale il gip dispone per lei l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, però, bisognerà attendere poiché la ragazza si è trasferita in Gran Bretagna.

"Cocaina buona per il naso, per fumare non va bene": le intercettazioni | Video

Per lei era un vero e proprio lavoro, dal quale riusciva in qualche modo a separare il divertimento: “Sta diventando più bello perché sono tipo qualche tre mesi che non mi sballo, non mi prendo più Md, ogni volta mi ritrovo alle serata che sono l’unica normale in mezzo a una vagonata di Puddi e li vedo tutti sballati e prendo a tutti per il culo, è bellissimo”. Poi ammette anche: “Però mi tiro qualche 3-4 grammi di cosa a serata…minchia quanta cosa mi sono fatta…quattro..di quattro tipi diversi…”.

Cocaina dall'Argentina, i volti degli arrestati

A vendere era molto rapida. Lo confermava Testa vantandosi delle sue capacità: “Io ormai tipo, in discoteca tipo, non faccio niente, io…faccio io…con Totò abbiamo questo patto, lavora lui ed io tengo solo i soldi, tu devi calcolare che io mi sto fermo e lei mi porta 200 euro ogni 5 minuti…troppo forte”. In discoteca non entrava mai sfornita: “Si, ma per sabato, 5 grammi e 10 di Md…no, va bè poi l’Md me la vado a prendere io da Salvo tutti i giorni”. E se qualche amica non comprava da lei non si offendeva e anzi ne controllava la qualità, forse per capire chi le facesse concorrenza. “Buono vita a posto, cioè io sono contenta. Cioè io vita la prendo a 40 da Totò e più di 45 come te la prendo io non te la posso passare”.

Insieme a Pasquale Testa, nel dicembre 2015, c’era lei a bordo di una Mercedes ML ferma in viale delle Scienze. Le microspie piazzate dai carabinieri sono riuscite a intercettare un dialogo inequivocabile durante il quale i due parlano di affari. Lei - ricostruiscono gli investigatori - avrebbe dovuto consegnargli 800-900 euro per saldare il debito dello stupefacente preso “a credito”. Ma lui sembrava preoccuparsi per lei e il suo futuro: “... molte persone sono arrivate al tuo punto e poi sono cadute, io lo dico per te... vedi di metterti la testa…”. Ma lei lo rassicura: “No, non ti preoccupare, io non sono come gli altri”.

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