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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca Carini

Droga a Carini e liti per mantenere i detenuti: "Coi nostri soldi si è fatta unghie e tatuaggio"

I retroscena dell'operazione "Arcobaleno" con la quale i carabinieri hanno arrestato 14 persone, di cui 10 con il Reddito di cittadinanza. Le lamentele di un indagato in cella: "Le spese non le può piangere il carcerato". Ma la moglie del recluso avrebbe sperperato le somme destinate a lui in trattamenti estetici

Continui arresti e sequestri di piantagioni di marijuana, così gli affari della presunta banda specializzata nella coltivazione e lo smercio di droga di Carini sarebbero lentamente andati a picco. Contestualmente sarebbero aumentate le liti per i soldi e soprattutto per il mantenimento dei detenuti e delle loro famiglie. E mentre c'era chi se ne stava in cella, altri avrebbero sperperato il denaro per cose ritenute futili, come tatuaggi e cura delle unghie. Tutto emerge dalle intercettazioni dell'operazione "Arcobaleno", con la quale ieri i carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, hanno arrestato 14 persone, di cui 10 avevano il Reddito di cittadinanza.

"Si è fatta 25 euro di unghie e un tatuaggio tanto!"

A lamentarsi dell'ipotetico sperpero di soldi era Giuseppe Daricca, che in una conversazione del 31 ottobre del 2018, criticava aspramente Claudia Bondì, moglie di un altro indagato, Pietro Lazzara: "Insomma lo sai che cosa ha combinato? Si è andata a fare 25 euro di unghie ed un tatuaggio tanto nella mano, qua per tutta la mano e soldi non gliene ha entrato a colloquio, glielo puoi dire: 'Tua moglie si è andata a fare il tatuaggio e le unghia invece di metterti i soldi a te che glieli hanno portati fino in bocca...'".

Spaccio di droga a Carini, 14 arresti

"Il carcerato non le può piangere le spese"

Ed è proprio in un'intercettazione in cui Lazzara parla col figlio che emerge tutto il suo disappunto per i pochi soldi che gli vengono concessi da Daricca, suo parente peraltro, mentre si trova in carcere. Il ragazzo gli riferisce che lo zio, Giuseppe Daricca, gli "ha dato un foglio, con tutte le cose che ha scritto, con tutte le cose che si sono comprate" e spiega: "Ci sono state qualche 12 mila euro usciti... E' un foglio tanto". Il padre chiede incredulo: "Quanto? Trecento semini sono 3 mila euro... che significa che gliene devo dare io a momenti a lui?". Il figlio aggiunge: "Il nostro conto è stato 970... Mi ha dato un foglio tanto, che le spesate sono state sue, di suo fratello e di noialtri". A quel punto Lazzara si arrabbia: "Le spese le deve piangere suo fratello, il carcerato non le può piangere le spese... Si chiamò 12 mila euro, ma di cosa? Che era questo materiale? I semini e tutto il resto furono 12 mila euro? I semini e la terra? Gli devi dire 'le spese le ha pagate tutte mio padre', minchia appena metto un piede fuori di qui...".

"Dagli i soldi, si sta facendo la galera"

Dalla sua cella Lazzara avrebbe impartito ordini ben precisi al figlio: "Ci sono stati 12 mila euro di spese? Tu devi chiamare a lui ora... gli dici: 'Intanto mio padre si sta facendo la galera, tu hai uscito 5 chili di erba, divisi in tre, viene 6 mila euro ciascuno, non ci sono 12 mila euro di spese, ci sono le spese dei semini e della terra, li deve piangere mio padre che è in galera?'. E poi dici: 'Trecento semini e 2 mila euro di terra sono 5 mila euro...', digli: 'Vedi che mio padre è impazzito in galera, vedi che mio padre fa il pazzo in carcere... Giusè, dagli i soldi a mio padre che mio padre si sta facendo la galera, gli levi le spese a mio padre... Quando hanno arrestato a Totò le psese se le sono piante lui e suo fratello, no Totò!'".

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