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I carabinieri con la marijuana sequestrata

I carabinieri con la marijuana sequestrata

Piazza Virgilio, ventimila euro in contanti e marijuana nel portabagagli: arrestati

In manette Giovanni Manitta e Andrea Liberto. Dopo le perquisizioni sono stati trovati complessivamente un chilo di stupefacente e quasi ventimila euro. Avrebbero realizzato una piantagione in un box di via Aristotele

Marijuana, assegni e quasi ventimila euro in contanti. I carabinieri hanno arrestato i palermitani Giovanni Manitta e Andrea Liberto, rispettivamente di 32 e 38 anni, accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Sono stati fermati ieri sera, in piazza Virgilio, da una gazzella del Nucleo radiomobile a bordo di una Bmw 118 guidata da Liberto.

All’interno del portabagagli i militari hanno trovato un sacchetto in plastica trasparente all’interno del quale c’erano oltre 100 grammi di marijuana. Inoltre Liberto aveva in tasca 1.205 euro in contanti, mentre il Manitta appena 45 euro. Il resto dei soldi e dello stupefacente è saltato fuori al termine delle perquisizioni nelle abitazioni.

A casa di Liberto i militari hanno rinvenuto, dentro una scatola conservata nell’armadio della camera da letto, 312 grammi di marijuana e 17.400 euro in contanti. Altri 370 grammi di marijuana, 940 euro in contanti e un assegno da 950 euro erano invece a casa di Manitta. Quest’ultimo, riferiscono i carabinieri, ha la disponibilità un magazzino di via Aristotele dove ha ammesso di aver realizzato una piantagione indoor all'interno di una stanza di circa 6 metri quadrati.

La coltivazione, probabilmente, era stata abbandonata dopo la raccolta della marijuana, come dimostrato da alcuni dei resti rivenuti: come una bottiglia di fertilizzante e i vari scarti delle piante. Il denaro è stato sequestrato così come lo stupefacente, che sarà inviato al Laboratorio analisi della sezione investigazioni scientifiche del Comando provinciale per le relative analisi chimiche e tossicologiche.

Liberto e Manitta, al termine delle formalità di rito, sono stati accompagnati presso le proprie abitazioni in regime di arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo. Dopo la convalida degli arresti i due sono stati sottoposti alla misura dell’obbligo di dimora.

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