Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Spaccio di droga tra lo Zen e Carini, intercettato pure un ex netturbino della Rap: 9 arresti

Al centro dell'inchiesta denominata Africo un business che, secondo le stime dei finanzieri del Gico, ammonterebbe a circa 1,5 milioni di euro alll'anno. Trenta i chili di droga sequestrati tra hashish, marijuana e cocaina

Immagine d'archivio ©Ansa foto

Nove arresti per spaccio di droga tra lo Zen e Carini. I finanzieri della sezione antidroga del Gico hanno eseguito all’alba un‘ordinanza di custodia cautelare con cui il gip ha disposto il carcere per sei indagati e i domiciliari per altri tre. Al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura un business, secondo le stime degli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria, da un milione e mezzo di euro all’anno.

I nomi degli arrestati

Durante le indagini, condotte tra l’inizio del 2018 e la metà del 2019, i militari hanno sequestrato circa 30 chili tra hashish, marijuana e cocaina, ricostruendo grazie alle intercettazioni centinaia di episodi di spaccio ogni giorno. Tra le persone arrestate nel corso dell’attività investigativa c'è un ex netturbino della Rap sorpreso a consegnare le dosi mentre lavorava e poi licenziato per giusta causa dall'azienda.

Le intercettazioni: "Questa ti fa fare la guerra" | Video

L’operazione denominata Africo ha permesso di "fare luce su uno strutturato e proficuo commercio di diverse tipologie di sostanza stupefacente nel comprensorio di Carini e allo Zen", quartiere da cui partiva la droga che veniva poi smerciata nelle piazze della provincia. “Due degli arrestati - si legge in una nota - nelle scorse settimane hanno ottenuto il reddito di cittadinanza per un totale di 800 euro mensili. Beneficio che verrà sospeso, come previsto dalla normativa, per effetto del provvedimento cautelare”.

Al termine degli accertamenti in chiave patrimoniale i finanzieri, incrociando i dati raccolti da alcune banche dati, hanno accertato una “assoluta sproporzione tra i beni nella disponibilità degli indagati e la capacità reddituale dichiarata”. Per questa ragione il gip ha disposto anche il sequestro preventivo, a carico degli indagati, di beni e conti correnti per un valore totale di 200 mila euro”.

“L’operazione di servizio - conclude la nota - si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo economico del territorio e di contrasto patrimoniale ai sodalizi illeciti, mantenendo alta la guardia sul fenomeno del traffico di stupefacenti, primaria fonte di finanziamento anche delle locali organizzazioni criminali”.

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