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Lo stupefacente trovato in casa dei Gargano

Lo stupefacente trovato in casa dei Gargano

Noce, droga nascosta nell'armadio e dentro un orologio: arrestati padre e figlio

Carlo e Antonino Gargano, di 54 e 29 anni, sono finiti in manette dopo essere stati trovati in possesso di cocaina, eroina e hashish "puro". I due hanno cercato (senza successo) di far credere ai poliziotti di non trovare le chiavi dell'appartamento

Avevano nascosto cocaina, eroina e hashish “puro” nell’armadio e all’interno del meccanismo di un orologio da tavolo. La polizia ha arrestato alla Noce Carlo e Antonino Gargano, rispettivamente padre e figlio di 54 e 29 anni, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il più grande dei due dovrà inoltre rispondere del furto di energia elettrica.

Tutto è nato da un controllo in strada. Gli agenti del commissariato Zisa-Borgonuovo hanno fermato Antonino Gargano il quale, dopo una rapida perquisizione, è stato trovato in possesso di qualche grammo di hashish. A tradirlo, spiegano dalla Questura, sono stati il suo nervosismo e la sua sofferenza: "Così ha suscitato il sospetto di volere nascondere qualcosa di ben più grave".

Il giovane ha provato a tenere lontani da casa gli agenti sostenendo di non trovare le chiavi. A quel punto è stato convocato il padre che ha cercato di utilizzare la stessa scusa, cambiando idea dopo aver appreso della concreta possibilità che i poliziotti si sarebbero fatti aiutare dai vigili del fuoco per forzare la porta d’ingresso. E così è "magicamente" saltato fuori il mazzo di chiavi.

Una volta entrati gli agenti hanno trovato all’interno di un armadio e, in parte, dentro a un vecchio orologio da tavolo, quattro involucri trasparenti di cocaina, altri quattro di eroina e un panetto di hashish da circa un chilo. "Per quest’ultimo si trattava di stupefacente considerato particolarmente ‘puro’ - concludono dalla Questura - e molto remunerativo una volta messo sul mercato".

Sotto sequestro anche 500 euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita di spaccio. Durante la perquisizione domiciliare, grazie al supporto dei tecnici dell’Enel, è emerso che i Gargano avrebbero manomesso il contatore e per questa ragione il 54enne dovrà rispondere del reato di furto aggravato. Indagini in corso per appurare i contorni del meccanismo di spaccio alimentato da padre e figlio.

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