Cronaca Ciaculli

Ciaculli, rubavano energia per coltivare marijuana: due arresti

A fiutare l'odore sospetto alcuni agenti di passaggio in zona. I due che hanno aperto alla porta hanno subito ammesso la presenza delle piante, trenta per l'esattezza. Due camere erano state adibite per l'essiccazione delle foglie, con aeratori e lampade alogene

Scovata coltivazione di marijuana a Ciaculli

Una coltivazione di marijuana nascosta da un telone in una villetta a Ciaculli. La polizia ha tratto in arresto i palermitani A.S. (38 anni) e S.P. (29), responsabili della produzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Gli agenti hanno scoperto in un terreno trenta piantine di cannabis, di varie dimensioni, e due camere utilizzate per farle essiccare, con lampade alogene, ventilatori e aeratori da muro. Come se non bastasse, per alimentare l'attività i due avevano realizzato un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica.

Gli agenti di passaggio in zona si sono subito accorti delle forti esalazioni provenienti da quel terreno, decidendo di intervenire per scoprirne l'origine. Così, una volta davanti al cancello "incriminato", i poliziotti hanno suonato al campanello. Al loro cospetto "si sono presentati gli abitanti di quella casa - spiegano dalla Questura - i quali si sono resi conto di non poter nascondere l'illecita coltivazione, confermando la presenza di una piccola piantagione di marijuana nel giardinetto di casa". Nel terreno si trovavano trenta piantine, protette da un telone utilizzato per tenere lontano gli sguardi indiscreti.

Le due camere sfruttate per l'essiccazione, invece, si trovavano in una zona della casa ancora in costruzione. Al suo interno c'erano lampade alogene, un ventilatore per uso domestico, un areatore da muro, alcune foglie di marijuana appese con il fil di ferro e su un piedistallo ed una discreta quantità di fertilizzante. Dopo aver sequestrato tutto il materiale e presupponendo un elevato consumo di elettricità, i poliziotti hanno accertato che i due avessero realizzato un allaccio abusivo. Una volta arrestati sono stati denunciati a piede libero per il reato di furto di energia elettrica e sottoposti agli arresti domiciliari, su disposizioni dell'autorità giudiziaria, per il loro "hobby" dal pollice verde.

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