Traffico e spaccio di droga: sette arresti tra Capaci, Carini e Isola

Blitz dei carabinieri che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare: quattro vanno in carcere, tre ai domiciliari. Oltre mille gli episodi di spaccio accertati tra la fine del 2018 e la fine del 2019

(foto archivio)

Sette arresti per droga tra Capaci, Carini e Isola delle Femmine. I carabinieri hanno eseguito un blitz all'alba per eseguire un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia nei confronti di sette persone. Quattro persone sono state portare in carcere mentre tre vanno ai domiciliari. Nell'arco di tempo preso in esame per le indagini - tra fine 2018 e fine 2019 - i militari hanno accertato con appostamenti e intercettazioni oltre mille episodi di spaccio.

Le immagini dei pusher in azione | Video

I nomi degli arrestati

Vanno in carcere i palermitani Seam D’angelo (42 anni), Luigi Cracchiolo (48), Antonio Lo Franco (22) e Claudio Fanara (31). Ai domiciliari Emanuele D’Angelo (20 anni), Emmanuel Spalma (22) e Vincenzo Taurone (24, nato a Salerno). L’indagine, coordinata da un gruppo di Sostituti e diretta dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, è scaturita dall’arresto in flagranza di reato di uno degli indagati, effettuato il primo febbraio 2018, per detenzione ai fini di spaccio di 34 dosi di cocaina. Complessivamente sono stati trovati e sequestrati durante le indagini 150 grammi di cocaina, 400 di hashish, 1.000 di marijuana e 2.500 euro in contanti.

Il commento del tenente colonnello Pitocco | Video

"L’attività investigativa condotta tra febbraio 2018 e novembre 2019 - spiegano dal comando dell'Arma - attraverso intercettazioni telefoniche e numerosi servizi osservazione e pedinamento, è stata incentrata sull’individuazione delle persone coinvolte nell’illecita attività di spaccio nei comuni di Capaci, Isola delle Femmine e Carini, ed ha consentito di arrestare in flagranza di reato due persone e deferirne quattro, per i reati di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché contestare sei illeciti amministrativi per uso personale. E' stata inoltre accertata una continua fornitura ed attività di spaccio da parte degli indagati, che operavano nei tre paesi, con una fitta e abituale clientela di acquirenti. Ognuno di loro aveva una precisa divisione di compiti e ruoli tali da configurare specifiche responsabilità sotto il profilo associativo, con riferimenti espressi al 'capo' della banda quale titolare di poteri decisionali".

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