Cocaina, hashish e crack a tutte le ore del giorno e della notte: undici arresti a Ballarò

In azione nel quartiere del mercato storico i Falchi della polizia. Sgominata una rete sempre attiva, pronta a rispondere alla richiesta costante di stupefacenti. I pusher "lavoravano" su strada nonostante avrebbero dovuto, in alcuni casi, trovarsi a casa ai domiciliari

Un frame di uno dei video delle intercettazioni ambientali a Ballarò

Undici arresti per spaccio di droga a Ballarò. La polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare chiudendo un’indagine avviata a settembre 2018 e servita dopo appostamenti, pedinamenti e intercettazioni a "chiudere i rubinetti" di cocaina, crack, marijuana e hashish nel quartiere del mercato storico.

A condurre l’attività investigativa sfociata nell’operazione "Street drug" sono stati i Falchi della Squadra Mobile che hanno acquisito "elementi probatori - spiegano dalla Questura - a carico di una gruppo criminale dedito all’illecita attività di cessione di ingenti quantità di sostanze stupefacenti operante nel territorio del quartiere".

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Secondo quanto ricostruito l’attività di spaccio veniva garantita da diversi pusher attivi a tutte le ore del giorno e della notte, pronti a rispondere alle esigenze di una clientela variegata e di "numerosissimi consumatori - aggiungono dalla polizia - che attraverso estemporanei e fulminei contatti acquistavano dosi di sostanze stupefacenti".

I nomi degli arrestati

Ad emergere è stata “la particolare intensità dei traffici illeciti posti in essere dagli indagati, i quali - concludono dalla polizia - in un arco di tempo limitato (settembre 2018-aprile 2019), incuranti peraltro degli interventi di polizia giudiziaria effettuati, proseguivano ininterrottamente l’attività di spaccio".

In un anno e mezzo circa sono stati infatti effettuati numerosi arresti in flagranza di reato ai sensi dell'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica numero 309/90 seguiti dai relativi sequestri di stupefacenti ai danni di soggetti finiti più volte in manette ma tornati ad ogni occasione a "lavorare" nella piazza di spaccio nonostante le misure cautelari già in atto.

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