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Cronaca

Mazzette nelle carpette delle pratiche auto: 21 arrestati, 8 sono funzionari della Motorizzazione

Altri 13 sono i responsabili di alcune agenzie di disbrigo pratiche. Nell'operazione della polizia stradale contestati 187 capi d'imputazione tra i quali corruzione, accesso abusivo al sistema informatico e falsità commessa da pubblico ufficiale

Avrebbero intascato mazzette garantendo una corsia preferenziale ad alcune agenzie per le immatricolazioni delle auto, le pratiche di collaudo e la duplicazione delle carte di circolazione. Sono 21 le persone arrestate e messe ai domiciliari dagli agenti della polstrada che hanno eseguito, su richiesta della Procura, un'ordinanza del gip. Otto sono funzionari della Motorizzazione civile mentre gli altri 13 sono i responsabili di alcune agenzie di disbrigo pratiche. Complessivamente contestati 187 capi d'imputazione tra i quali corruzione, accesso abusivo al sistema informatico e falsità commessa da pubblico ufficiale. Durante le perquisizioni effettuate questa mattina gli agenti avrebbero trovato e sequestrato oltre mezzo milione di euro in casa di Luigi Costa. Il pubblico ufficiale, considerato uno dei principali indagati, già in passato era stato coinvolto in un'inchiesta simile.

I nomi dei ventuno arrestati

Le indagini sono state avviate nel 2020 nell'ottica di monitorare e reprimere il fenomeno del riciclaggio di autovetture, in particolare quello legato alle cosiddette pratiche di nazionalizzazione - ovvero l’immatricolazione di veicoli provenienti dall’estero - evase dalla Motorizzazione palermitana. Dall'analisi dei dati è emerso un trend costante di crescita nella gestione delle pratiche: si è passati dalle 7.740 immatricolazioni del 2016 alle 20.465 del 2019. "Il dato che saltava in evidenza - spiegano dalla polizia - era la circostanza che gli intestatari fossero per oltre l’80% residenti fuori dalla Provincia di Palermo e che la quasi totalità di tali pratiche fosse stata commissionata da un ristretto numero di agenzie palermitane che di fatto hanno esercitato una sorta di monopolio".

Grazie agli accertamenti eseguiti dagli agenti di polizia giudiziaria della polstrada sulle banche dati sono state riscontrate numerose irregolarità nella definizione delle pratiche. "Nelle nazionalizzazioni - continuano dalla polizia - le pratiche sarebbero state perfezionate nonostante la documentazione fosse incompleta o irregolare. I collaudi di tali veicoli, benché obbligatori, non sarebbero stati effettuati, i duplicati di carte di circolazione sarebbero stati emessi al fine di modificare i dati dei veicoli, in assenza dei requisiti previsti dalla norma. Di particolare gravità erano gli omessi collaudi, la cui mancata effettuazione metteva potenzialmente a rischio la sicurezza della circolazione stradale come per esempio nel caso della mancata revisione degli impianti a gas dei veicoli a motore".

II fulcro dell'attività sarebbe stata la "Area veicoli" della Motorizzazione. Gli 8 funzionari "avrebbero ricevuto un ingiusto compenso economico - aggiungono gli investigatori - dai titolari di alcune agenzie di disbrigo pratiche. E' così emersa una diffusa consuetudine che prevedeva la consegna di somme di denaro ai pubblici ufficiali all’interno delle carpette contenenti la documentazione che ciascuna agenzia avrebbe dovuto depositare presso gli uffici della Motorizzazione così da consentirne l’esame al funzionario preposto". Consegne di denaro che sono state documentate grazie ad alcune intercettazioni video. Nello specifico sono 60 gli episodi accertati, riguardanti un centinaio di veicoli, per i quali è stata mossa la contestazione della corruzione. Nell'ambito della stessa inchiesta, in cui risultano indagate complessivamente 42 persone, è stato eseguito il sequestro preventivo di somme per 35 mila euro.

Dall'assessore regionale alle Infrastrutture arriva l'annuncio di "massima collaborazione". "Ho dato mandato - dice Alessandro Aricò - al dirigente generale del dipartimento dell'assessorato di disporre un'ispezione per comprendere quali interventi correttivi vadano adottati nell'immediato per rendere il sistema amministrativo più trasparente e impermeabile a pressioni corruttive. Esprimo fiducia nel lavoro della magistratura, che ringrazio per aver fatto luce su una vicenda scandalosa - conclude - confermando la disponibilità alla massima collaborazione anche per accertare eventuali ulteriori condotte illecite".

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