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Un frame di un'intercettazione

Un frame di un'intercettazione

"Quei 15 mila euro promessi": mazzette al Comune, interrogato ingegnere

Il progettista accusato di corruzione è stato il primo a comparire davanti al gip dopo l'operazione che ha portato a galla un maxi giro di mazzette (7 arresti). Avrebbe risposto alle domande del giudice per una trentina di minuti

Sono iniziati stamattina gli interrogatori di garanzia degli indagati coinvolti nell’inchiesta sul presunto giro di mazzette al Comune in relazione all’approvazione di tre piani costruttivi. Il primo a comparire davanti al gip Michele Guarnotta è stato l’ingegnere Agostino Minnuto, originario di Alia, progettista e direttore dei lavori degli immobili di via Petrocelli, accusato di corruzione e sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Giro di mazzette al Comune, 7 arresti

Minnuto avrebbe risposto alle domande del giudice, per circa una trentina di minuti. Al termine, il suo avvocato ha chiesto la revoca della misura cautelare. Il gip deciderà nelle prossime ore.

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Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Sergio Demontis e dei sostituti Giovanni Antoci, Andrea Fusco e Francesco Gualtieri, che coordinano l’indagine “Giano Bifronte” dei carabinieri e della guardia di finanza, Minnuto, assieme ai costruttori Giovanni Lupo e Francesco La Corte  della “Biocasa srl”, avrebbe promesso 15 mila euro all’ex dirigente del Comune, Giuseppe Monteleone. 

All’Edilizia privata, per l’accusa, vi sarebbe stata infatti una “cricca”, per utilizzare le parole del pentito Filippo Bisconti, e quella somma sarebbe servita per ricompensare Monteleone del presunto “affare” che avrebbe garantito agli imprenditori in via Petrocelli.

Lupo, La Corte e Monteleone, così come il funzionario del Comune, Mario Li Castri, il progettista Fabio Seminerio e gli ex consiglieri comunali Sandro Terrani e Giovanni Lo Cascio sabato sono finiti tutti agli arresti domiciliari. Domani mattina saranno interrogati anche loro dal giudice.  
 

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