Mazzette al Comune e arresti, imprenditore intercettato: "Orlando è un cogl..."

Le frasi catturate dagli investigatori nell'ambito nel blitz anticorruzione di carabinieri e guardia di finanza che sabato ha portato in carcere anche due consiglieri comunali di Palermo e due funzionari

"Orlando è un cogl...", diceva, non sapendo di essere intercettato Giovanni Lupo, l'imprenditore arrestato nel blitz anticorruzione di carabinieri e guardia di finanza che sabato ha portato in carcere anche due consiglieri comunali di Palermo e due funzionari. Lo stallo sulla votazione in merito ai programmi costruttivi al centro degli interessi del comitato d'affari composto da politici-burocrati e imprenditori scoperto dagli investigatori lo irritava. "Se tu pensi da quanto tempo è ... quello che c'è voluto per portarlo all'ordine del giorno, da quanto tempo è all'ordine del giorno, una cosa di Procura", si sfogava.

Fabio Seminerio, l'architetto anche lui finito sabato ai domiciliari, annuiva. Era sulla stessa lunghezza d'onda. "Ma non è che può stare una cosa là, vent'anni! Queste cose stanno diventando veramente estenuanti. Quello è un continuo cambiare funzionari e dirigenti, e un continuo a non avere la gente con cui parlare". Un'incertezza e una lentezza che per i due indagati inevitabilmente si sarebbe tradotta in una perdita di consenso elettorale. "Questi voti, purtroppo, sai come va a finire? Allora tutti abbiamo votato... siccome Cammarata (l'ex sindaco di Palermo, ndr) non ha fatto niente, per reazione a Cammarata hanno votato Orlando! Questa volta, invece, per reazione a Orlando voteranno più di un altro minchia!".

"Corruzione per imprenditori è costo necessario per gli affari"

"I costruttori e i professionisti coinvolti nella vicenda parrebbero pacificamente vedere nella corruzione una sorta di costo 'necessario' dei rispettivi lavori, stabilmente preso in considerazione al fine di acquistare gli indebiti favori di pubblici ufficiali che possano coadiuvarli nella realizzazione dei rispettivi obiettivi economici". E' quello che scrive il gip di Palermo, Michele Guarnotta, nell'ordinanza con cui ha disposto gli  arresti domiciliari per due consiglieri comunali, due dirigenti  comunali, due imprenditori e un architetto nell'ambito dell'operazione anti-corruzione di carabinieri e guardia di finanza. "Ciò che  maggiormente colpisce - secondo il gip - è la naturalezza con cui i protagonisti della vicenda per cui si procede addivengono a continui e reiterati accordi corruttivi".

Allo stesso modo "insidiosa ed allarmante" è la tipologia di corrispettivi erogati ai pubblici ufficiali infedeli, che, scrive il gip, "solo di rado, si è concretizzata nella promessa o nella dazione della tradizionale 'mazzetta', mentre in molti altri casi si è sostanziata in un complesso reticolo di assegnazioni di remunerativi incarichi professionali, tramite i quali è spesso riuscito più agevole anche occultare le correlate cause illecite sottostanti. Del resto, proprio l'assegnazione di detti incarichi - si legge nell'ordinanza -, oltre che meno appariscente delle classiche 'tangenti', rappresenta in realtà uno strumento con cui il pubblico ufficiale infedele può essere 'agganciato' in modo pressoché stabile, ritrovandosi inevitabilmente il soggetto corrotto in una posizione di stabile 'gratitudine' e, dunque, di stabile soggezione, dinanzi ai propri corruttori".

Gip: "Corruzione per indagati habitus mentale"

Ecco un passaggio dell'ordinanza del gip di Palermo: "Gli accertamenti svolti hanno ampiamente dimostrato come per gli indagati la corruzione altro non sia che un vero e proprio habitus mentale che ne connota l'agire quotidiano. In tal senso, i pubblici ufficiali coinvolti nella presente indagine hanno palesato in modo inequivoco la propria  infedeltà agli apparati pubblici in cui si trovano incardinati, interpretando i rispettivi munera quali appetibili beni da mettere sul mercato onde conseguire continui vantaggi indebiti". Per tutti l'accusa, a vario titolo, è di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, corruzione per l'esercizio della funzione e falso ideologico in atto pubblico.

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(fonte: AdnKronos)

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