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Rapinavano anziane travestiti da ispettori Inps, incastrati da Whatsapp: 4 arresti

Sono almeno 7 gli episodi ricostruiti tra Palermo, Caltanissetta e Catania riconducibili a loro. Entravano in casa e con una scusa puntavano verso contanti e gioielli. In pochi mesi avrebbero conquistato un bottino da 18 mila euro

Si travestivano da ispettori dell’Inps e con la scusa di effettuare alcuni accertamenti, magari prospettando un aumento della pensione, riuscivano ad entrare in casa e portare via soldi e gioielli. I carabinieri hanno sgominato e arrestato una banda composta da Nicola Fiaschè (31enne di Avola, Siracusa), Veronica Crescimone (28enne di Siracusa), Massimiliano Corsaro (29 anni) e Pietro Ciadamidaro (27 anni), entrambi di Adrano, in provincia di Catania. Sarebbero almeno sette gli episodi accertati al termine delle indagini, tra Palermo, Caltanissetta e Catania e nel periodo compreso fra novembre 2015 e gennaio 2016. I militari di Petralia Sottana hanno eseguito nei loro confronti una provvedimento di misura cautelare agli arresti domiciliari emesso dal gip del tribunale di Termini su richiesta della procura.

L’attività investigativa ha permesso di ricostruire il loro modus operandi, lo stesso utilizzato per un colpo del 2016 ad Alimena che ha portato all’arresto di Fiaschè e Crescimone. Si sono presentti in casa delle vittime ben vestiti, "spacciandosi" per dipendenti Inps e usando modi gentili. Una volta dentro, con una scusa, si sono riusciti a intrufolare nella camera da letto per portare via 4 mila euro e gioielli in oro. La vittima, resasi conto dell’accaduto troppo tardi, ha telefonato al 112 e permesso ad alcune pattuglie di avviare le ricerche e trovare in autostrada la Ford utilizzata e abbandonata dai due.

"Le indagini hanno permesso di risalire in poco tempo all’identità dei predetti. Durante l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare e delle contestuali perquisizioni - spiegano dal Comando provinciale - i militari rinvenivano nella disponibilità degli stessi Fiaschè e Crescimone una ingente somma di denaro contante, sequestrando altresì un conto deposito postale e due telefoni cellulari. L’esame dei filmati, delle immagini e delle conversazioni WhatsApp estrapolati proprio dai telefoni cellulari in uso agli indagati, hanno consentito di acquisire importanti elementi investigativi".

Nello specifico i carabinieri sono riusciti a trovare nella memoria dei cellulari, rinvenuti nella disponibilità dei due, diverse foto raffiguranti mazzette di banconote di diverso taglio o ancora gli indagati in compagnia tra loro e con addosso diversi monili in oro. Inoltre sono state rinvenute alcune foto che immortalavano scenari dove poco prima gli stessi avevano commesso il reato, mentre in altri filmati si vedevano gli indagati nell’atto di scambiarsi battute riferite a presunti furti appena consumati.

Le investigazioni hanno così permesso di ricostruire sette colpi, due dei quali messi a segno anche con la violenza. In un caso, per esempio, hanno aperto violentemente la porta di casa facendo cadere un’anziana donna. Grazie a questa attività, in un breve periodo, sono riusciti a conquistare un bottino del valore complessivo di circa 18 mila euro. "I carabinieri sono impegnati già da tempo - concludono dal Comando - su tutto il territorio madonita, svolgendo incontri con le comunità locali per dare informazioni e spiegare, principalmente agli anziani, come comportarsi in situazioni del genere".

(Nelle foto in basso, da sinistra, Massimiliano Corsaro, Veronica Crescimone, Nicola Fiaschè e Pietro Ciadamidaro)

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