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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Fiduccia si difende: "Le raccomandazioni dei politici c'erano, ma io ho lavorato per il bene dell'Ast"

L'interrogatorio davanti al gip è durato circa tre ore e l'ex direttore generale, finito agli arresti domiciliari, ha respinto tutte le accuse: "Mai truccata una gara, ho favorito la concorrenza e consentito grossi risparmi per risanare l'azienda". Ha ammesso di aver cercato di far assumere la figlia: "E' stata la debolezza di un padre"

Ha negato tutte le accuse e ha sostenuto di aver sempre e solo lavorato per risanare i conti disastrati dell'Ast. Ugo Fiduccia, l'ex direttore generale dell'azienda a totale partecipazione della Regione, finito ai domiciliari con l'inchiesta "Gomme lisce", ha deciso di difendersi durante l'interrogatorio davanti al gip Marco Gaeta ed ha risposto alle domande per circa tre ore. Ha ammesso una cosa però: le raccomandazioni politiche per le assunzioni.

L'indagato è difeso dagli avvocati Massimo Motisi e Marco Aricò e non ha chiesto la revoca della misura cautelare. Secondo il procuratore aggiunto Sergio Demontis ed il sostituto Andrea Fusco Fiduccia avrebbe invece gestito l'azienda "in maniera privatistica", truccando gare e favorendo gli "amici". 

Fiduccia ha detto invece di non aver mai commesso i reati che gli vengono contestati e che a parlare sarebbero i risultati ottenuti da un punto di vista economico dall'Ast che, quando era arrivato lui, nel 2016, era in gravissime difficoltà. Non avrebbe favorito imprenditori, ma la concorrenza, nell'ottica di consentire dei risparmi e un risanamento dell'azienda.

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Ha spiegato poi, sul tema delle presunte pressioni politiche legate alle assunzioni, che effettivamente queste "raccomandazioni" ci sarebbero state, ma che sarebbe andata sempre così all'Ast. Ha specificato che quando nelle intercettazioni parlava del "bello papello" che gli avrebbero dato all'Ars, ovvero una lista di soggetti da fare assumere, avrebbe millantato per far capire alla persona con cui stava parlando che avrebbe dovuto rivolgersi più in alto. 

L'altra cosa che Fiduccia non ha negato è stato il fatto di aver cercato di far assumere sua figlia nella "Ali di Sicilia", la compagnia aerea rimasta solo un sogno (ma costata comunque 70 mila euro alle casse dell'Ast, secondo la Procura). "E' stata la debolezza di un padre", ha detto Fiduccia al giudice, chiarendo che comunque avrebbe avuto la possibilità di far entrare i suoi parenti in tanti enti e che non l'avrebbe mai fatto.

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I pm contestano a Fiduccia anche il peculato, perché avrebbe utilizzato una macchina con un autista dell'Ast per i suoi spostamenti da casa (anche quella di villeggiatura) alla sede di via Caduti senza croce. Un'ipotesi che già il gip ha ritenuto insussistente, ma l'ex direttore ha prodotto un provvedimento che effettivamente lo avrebbe autorizzato ad usare quel mezzo per i suoi spostamenti. L'indagato ha sottolineato che per diversi anni non avrebbe usufruito di questa possibilità, ma che con l'età (ha 70 anni) si sarebbe sentito invece più tranquillo a viaggiare in questo modo.
 

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