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Martedì, 24 Maggio 2022
"Gomme Lisce": i retroscena

Il revisore "compiacente" e i conti taroccati all'Ast: "Caro Nello, abbiamo lavorato onestamente..."

Dalle intercettazioni "acrobazie" per far quadrare i bilanci dell'azienda e l'annullamento illegittimo di una gara per affidare il servizio a un professionista "amico". Per il gip i documenti contabili sono "raffazzonati e lacunosi". Ma il presidente Tafuri si vantava col presidente della Regione: "Abbiamo tagliato gli sprechi e colpito gli imboscati..."

"Abbiamo investito su mezzi, tagliato sprechi, eliminato privilegi, colpiti i nullafacenti e gli imboscati, denunciato malfattori" e "lavorato sempre onestamente". E' così che si vantava il presidente dell'Ast, Gaetano Carmelo Maria Tafuri, in un messaggio Whatsapp inviato alle 22.03 del 4 settembre 2019 al presidente della Regione, Nello Musumeci. E aggiungeva con deferenza: "Io, finché lo vorrai, continuo a lavorare per il bene dell'azienda e della Regione". Parole che - a giudicare dalle intercettazioni della guardia di finanza - corrisponderebbero però ben poco alla realtà. Tanto che il gip Marco Gaeta definisce invece il bilancio dell'azienda "raffazzonato, incoerente, lacunoso, approvato con un verbale di consiglio di amministrazoone con una data falsa (24 luglio 2020) e che però i dirigenti dell'Ast hanno potuto sventolare come simbolo della gestione oculata ed efficiente dell'azienda".

I presunti trucchi nei conti dell'Ast, possibili grazie a un revisore "compiacente, Felice Maria Genovese - interdetto dal giudice e che si sarebbe ritrovato a ricoprire l'incarico inizialmente senza alcun affidamento ufficiale e poi grazie ad una gara annullata pretestuosamente - è un altro capitolo importante nell'inchiesta "Gomme lisce"  coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, che ieri ha portato all'arresto del direttore generale dell'Ast, Ugo Fiduccia e che vede indagate - oltre a Tafuri e Genovese - altre 13 persone.

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Le "acrobazie" per far quadrare i conti

All'Ast sarebbe stato necessario evitare che arrivassero revisori contabili che "un po' rompono i coglioni", perché "il bilancio è malu cumminato". Ci sarebbero state "cose da aggiustare senza che si sollevino problematiche", da "fare delle acrobazie", "ci possiamo inventare una poco di minchiate" (tipo: "Un milione già l'ho decurtato, anziché negativo ce ne andiamo in positivo") "per pareggiare i conti", ma "senza dare la sensazione di mettere dei numeri così" ed evitando - come diceva Tafuri - anche "una grandissima, bruttissima figura" con la Regione, socio unico dell'azienda. Insomma, ci sarebbe stato da chiudere un occhio su dei conti che non quadravano e per questo "è meglio che nni teniemo a chistu", ovvero Genovese.

"Serviva un revisore compiacente"

L'avviso pubblico per l'affidamento del servizio di revisore contabile all'Ast, con un compenso di 42 mila euro, risale alla fine del 2019. Il 31 gennaio 2020 si riunisce la commissione, si aprono le buste e si scopre che la Kpmg spa (che può vantare la stessa attività per l'Atac, l'azienda di trasporto pubblico della Capitale) ha conseguito il punteggio più alto, 84,5, mentre "l'amico" Genovese è fermo a 70. Un bel problema perché, secondo l'accusa, "la contabilità aziendale dell'Ast non corrisponde alla realtà e quindi c'era la necessità di affidare il servizio ad un revisore compiacente".

"E' meglio che nni teniemo a chistu"

Il 5 marzo 2020 è Giuseppe Carollo (colpito da una misura interdittiva) a suggerire a Fiduccia: "E' meglio che nni teniemo a chistu", riferendosi a Genovese, "il professionista" che, per gli inquirenti, "si è sdebitato non contestando tutta una serie di criticità che aveva rilevato in occasione dell'esame del bilancio Ast chiuso al 31 dicembre 2019". 

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"Chissi rompono i cog..., annulliamo tutto"

L'aggiudicazione alla Kpmg sarebbe stata "una cosa problematica" perché "chissi si arricogliono e portano ca cincu consulenti... un po' rompono i cog...". Anche perché secondo un dipendente dell'Ast "per prendere Genovese non si deve fare a gara...". Ecco quindi che Tafuri arrivava a sostenere che quel bando per l'affidamento del servizio di revisore "è stato fatto male" e che occorreva intervenire "prima che esce la graduatoria... annulliamo subito e facciamo subito avviso di nuova gara".

"Aviri un amico è sempri bonu, amu a fari un escamotage"

Fiduccia avrebbe informato della situazione Genovese, dicendogli: "Tu si l'ultimu" in graduatoria, ma "aviri un amicu è sempri bonu picchì un è ca semu perfettamente..." e gli riferisce anche che Tafuri avrebbe fatto annullare la gara "in autotutela", chiedendogli di trovare degli "escamotage per darti la possibilità di avere più punteggio". Il direttore arriva addirittura a dire all'aspirante revisore di "iniziare a pensare" a come "impostare la gara". E ribadisce: "U prisirienti stessu rici: 'No, no, assolutamenti amu a fari un escamotage'" e "a tia ti vonnu tutti, anche stu consiglio d'amministrazione".

"Diciamo che c'è stato un errore"

Mentre Fiduccia studia "un modo per aggirare l'ostacolo", Genovese sostiene che si potrebbe fare un affidamento diretto, senza gara perché "la cosa del revisore legale è considerata come il collegio sindacale, è una nomina, un incarico fiduciario". Uno dei dipendenti trovava quindi a quel punto il pretesto giusto per annullare la gara: "Dico che c'è stato un errore nel senso che il trienno non è 19-21, ma 20-22... Il motivo della revoca potrebbe già essere solo questo, cioè il triennio sbagliato". E una collega suggeriva: "Facciamo un verbale di apertura delle buste però diciamo che ci accorgiamo subito della cosa e non facciamo la graduatoria" e Tafuri rincarava: "C'è stato un errore legato agli anni di prossimo bilancio 2019, poiché l'importo è inferiore alla soglia comunitaria, facciamo una trattativa riservata e invitiamo 3, 4, 5 persone".

"Si fa l'affidamento diretto"

Un'altra dipendente proponeva di "utilizzare la motivazione della continuità dell'attività (visto che l'incarico era già affidato a Genovese in precedenza, ndr), a maggior ragione ricade nell'immediato periodo successivo". Fiduccia ci metteva del suo: "Potrebbe giustificare il motivo per cui la scelta cade su quello... visto che abbiamo aperto le buste... non si è più proceduto picchì ci si è resi conto che il periodo era sbagliato" e Tafuri concludeva: "Si fa l'affidamento diretto al soggetto che ha già svolto attività del bilancio precedente e cose varie".

"M'aviti a dare un suggerimento tecnico, responsabile sono sempre io"

Le intercettazioni registrano tutte le discussioni per concordare come scrivere il verbale (retrodatandolo), cercando di dare una parvenza di legalità. Tanto che Fiduccia dice: "M'aviti a dare un suggerimento... da parte di tecnici.... prendo atto e procedo e dispongo sulla scorta di chiddu che mi suggerite voi autri... non sta cercando u fissa di turno chi dichiara na cosa e siamo tutti tranquilli, in quanto responsabile dell'azienda sempre io sono". Per la Procura non solo i motivi per annullare la gara sarebbero stati insussistenti, ma non esisterebbero neppure documenti ufficiali a sostegno dell'incarico precedente a Genovese.

L'inutile opposizione del collegio sindacale

Gli unici ad opporsi all'operazione sarebbero stati i membri del collegio sindacale, che avevano messo nero su bianco che "è inappropriato annullare la gara", anche perché avrebbe dovuto essere proprio il collegio a dare l'input per azzerare tutto. Ma Tafuri tirava dritto: "La commissione verifica che è sbagliato il bando, il collegio non è che lo stabilisce, non esiste, la gara la facciamo noi, internamente, è una cosa interna nostra, in cui si dà l'input che c'è stato un errore nel bando, punto e basta".

"Questa è una motivazione che manda tutti in galera"

E Carollo: "Faciemo finta che col collegio noi non abbiamo detto niente, quindi annulliamo la prima e la seconda, facciamo finta che col collegio non ci abbiamo parlato". Un altro dipendente sollevava però un punto non indifferente: "La gara l'abbiamo bandita a novembre? Quindi non è che noi a novembre non sapevamo che non saremmo arrivati a febbraio, lo sapevamo" e altrove diceva: "Questa è una motivazione che manda tutti in galera".

"Ho ansia su questo bilancio..."

L'approvazione di quel bilancio - tanto decantata da Tafuri nel messaggio a Musumeci - sarebbe stata un travaglio, con continui rinvii perché "alcune poste, dal punto di vista contabile non rappresentano in effetti la situazione... vicende che non so bene come chiudere", diceva un dipendente. E poi: "Ho ansia su questo bilancio, ancora non ho certezze su come lo chiude... Servono carte per riconciliare il saldo del conto corrente".

"Facciamo una bruttissima figura con la Regione"

Ritardi e problemi che non piacevano a Tafuri perché comportavano "una grandissima, bruttissima figura" anche con la Regione e "senza il bilancio la banca non ci ha rispristinato il fido originario e ora abbiamo problemi". Un membro del collegio sindcale gli spiegava però che "dobbiamo avere consapevolezza che si andrebbe ad approvare un bilancio che tutto è tranne che un bilancio". E Fiduccia sosteneva: "Cercheremo di fare acrobazie...dovesse mancare qualcosa che ci potrebbe consentire di aumentare ancora l'attivo".

"I conti devono rispecchiare la realtà"

Giovanni Giammarva, nel collegio, rimarcava la necessità di "avere un bilancio che rispecchi la vera situazione contabile economica, un dovere importante di un'azienda con 70 milioni di fatturato e 900 dipendenti". Il 24 luglio 2020 si sarebbe giunti all'approvazione (farlocca, secondo gli inquirenti, perché non risulterebbe l'ok alla data del 15 giugno 2021) e sarebbe stato anticipato per il 2019 un saldo positivo di 947.202 euro.

"Con i formalismi non si va da nessuna parte"

Dopo la riunione, Genovese parlava proprio di Giammarva con Tafuri, sottolineando "un atteggiamento strano" da parte del commercialista (che non risulta indagato): "Gli ho detto: 'Caro Giovanni, dobbiamo collaborare tutti, con i formalismi non si va da nessuna parte, se c'è il rapporto di fiducia si va avanti tutti insieme, perché il primo io in questa situazione ho una responsabilità enorme perché il bilancio ancora non è quadrato', però io sto lavorando con Giovanni e lui mi ha assicurato che sistemerà tutte le partite".

"L'approvazione è forzatissima, un tecnico salterebbe dalla sedia"

Genovese poi non nascondeva a Tafuri che "l'approvazione è forzatissima in quanto ci sono delle criticità... non c'è un conto corrente di banca riconciliato, nel senso che il saldo che c'è sull'estratto conto non coincide su quello della contabilità" e "se fossimo stati in una azienda asettica allora quello era un bilancio che non poteva manco passare da un controllo, ci sono delle situazioni che se le vede un tecnico, chiaramente, dico, salterebbe dalla sedia... Il bilancio non è la fotografia di quelle che sono le scritture contabili di alcuni conti... Se noi diciamo che in cassa abbiamo 700 mila euro e invece ce ne sono 30 mila, lei capisce bene che se viene qualcuno dice: 'Perché avete scritto 700 mila allora?'". E poi a Fiduccia: "Ti dico una cosa con molta franchezza, io mi sono preso una grossa responsabilità a 'sta relazione, perché le carte si devono sistemare e ancora non sono sistemate...".

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"Inserite falsità nei bilanci 2018 e 2019"

La guardia di finanza ritiene di aver individuato una serie di falsità nel bilancio del 2019, come 210.698,02 euro disponibili che in realtà non esisterebbero, ma anche una duplicazione della registrazione dei ricavi relativi al saldo del contratto con la Regione per il servizio extraurbano, un valore della produzione indicato con un reddito fittizio di un milione e 13.191,17 euro. Peraltro, secondo gli investigatori, senza questa voce l'esercizio 2019 si sarebbe chiuso con un risultato negativo di 65.989,17 euro. Trucchi sarebbero stati fatti anche nei conti del 2018, in cui risulterebbero, per esempio, saldi attivi al 31 dicembre per 82.579,31 mentre la cifra indicata in bilancio è di 310.469 euro.

"Caro Nello, abbiamo lavorato onestamente..."

Eppure, il 4 settembre del 2019 Tafuri scriveve con orgoglio al presidente della Regione: "Caro Nello, oggi abbiamo approvato il bilancio 2018, ovvero il terzo in 13 mesi. Visto che prima della mia nomina eravamo fermi al 2015. Putroppo scontiamo una massa debitoria proveniente dal passato esagerata. Ma in soli 5 mesi abbiamo tagliato spese per 3,2 milioni, misure che proiettate nel 2019 saranno nettamente aumentate. Abbiamo investito su mezzi, tagliato sprechi, eliminato privilegi, colpiti i nullafacenti e gli imboscati, riorganizzato il personale e le strutture. Denunciato malfattori. Riallineato le nostre partecipate. Ridotto l'esposizione debitoria. Lavorato sempre onestamente. Credimi un lavoro immane. Penso, spero, di avere mantenuto fede al mio impegno verso di te. Talvolta con qualche strafalcione, ma sempre in buona fede. Non so se, o vuoi, dare pubblicità a tutto questo. Io, finché lo vorrai, continuo a lavorare per il bene dell'azienda e della Regione. Un caro saluto".
 

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