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Davanti al pub Lucignolo durante il sequestro

Davanti al pub Lucignolo durante il sequestro

Il pub Lucignolo sequestrato per mafia, aggressione ai finanzieri: 2 arresti

In carcere Giuseppe Viviano e Alessandro Chifari. Secondo gli uomini del Gico sono loro due i responsabili di quanto accaduto in via Monfenera. Avrebbero cercato di impedire l'apposizione dei sigilli con la violenza: "Distruggeremo il locale"

Individuati i due giovani ritenuti responsabili dell’aggressione all’amministratore giudiziario e agli agenti della guardia di finanza che stavano mettendo i sigilli in un locale di via Monfenera. Gli uomini del Gico hanno arrestato Giuseppe Viviano, 21 anni, e Alessandro Chifari, di 28 anni (nelle foto in basso),  accusati di danneggiamento, violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale per quanto accaduto otto giorni fa al pub "Lucignolo". Le fiamme gialle stavano eseguendo un sequestro preventivo per mafia secondo quanto stabilito dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo. Per loro si aprono le porte del carcere.

I finanzieri stavano sequestrano il locale perché riconducibile a Marcello Viviano, "personaggio di spicco del mandamento mafioso palermitano di Pagliarelli - spiegano dal Comando provinciale -, attualmente in carcere e condannato a 10 anni di reclusione per aver fatto parte della menzionata famiglia mafiosa con un ruolo specifico nel settore delle estorsioni". Durante l’operazione gli uomini del Gico, in compagnia dell’amministratore giudiziario, hanno visto arrivare i due giovani. "Di fronte a una numerosa folla di curiosi - aggiungono dalla guardia di finanza - Viviano e Chifari hanno aggredito fisicamente gli agenti e sono riusciti a ferirne uno. Prima di fuggire e dileguarsi tra le strade di Ballarò hanno promesso platealmente di distruggere il locale una volta terminate le operazioni”.

Dopo aver avviato la ricerca dei due, i finanzieri sono riusciti a risalire agli aggressori per poi eseguire una perquisizione nelle loro abitazioni. Viviano e Chifari sono stati subito denunciati alla Direzione Distrettuale Antimafia, a cui è stata sottolineata l’aggravante del metodo mafioso adottato in quell’episodio. Il procuratore aggiunto Leonardo Agueci e il sostituto procuratore della Repubblica Gaspare Spedale, d’intesa con il procuratore capo Francesco Lo Voi, hanno condiviso quanto prospettato dal Gico, avanzando per entrambi i giovani una richiesta di custodia cautelare in carcere che il gip Lorenzo Iannelli ha esaminato e accolto positivamente.

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