Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Evade dai domiciliari e viene trovato dove era stato arrestato alcuni mesi fa: di nuovo in manette

Arrestato un pregiudicato palermitano in provincia di Arezzo. L'uomo - si tratta di un 50enne - era finito nei guai a ottobre 2020 quando i carabinieri fecero irruzione in casa dopo che aveva picchiato la compagna e trovarono un fucile nella lavastoviglie

E' stato notato mentre si aggirava nelle strade di San Giovanni Valdarno mentre doveva restare ai domiciliari nel comune di Castelfranco Piandiscò. Scoperto è stato arrestato. A finire nei guai è stato un 50enne pregiudicato palermitano da tempo residente in Valdarno.

L'episodio è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato. Sono stati i carabinieri ad arrestarlo. "L’uomo, spiegano i militari dell'Arma -  avrebbe dovuto trovarsi ai domiciliari a Castelfranco Piandiscò – ma è stato sorpreso mentre si aggirava nel quartiere di Ponte alle Forche di San Giovanni Valdarno".  L’intervento dei militari dell’Arma si è svolto durante uno dei servizi di controllo del territorio. I carabinieri erano stati allertati dalla centrale operativa, dove, nel cuore della notte, era giunta la segnalazione di una persona sospetta. Una volta giunti sul posto, dopo alcuni giri di ispezione negli angoli più nascosti della zona, le pattuglie si sono imbattute nel cinquantenne. I militari lo hanno subito riconosciuto e interrogato in merito al suo allontanamento dal domicilio. 

Proprio a Ponte alle Forche, l'uomo era stato arrestato nell’ottobre scorso. Il provvedimento era stato preso in segeuito ad una violenta lite in famiglia, nel corso della quale il 50enne aveva percosso e minacciato la convivente dell’epoca. La successiva perquisizione domiciliare aveva consentito ai carabinieri di scoprire, all’interno della lavastoviglie, un vero e proprio piccolo arsenale, costituito da un fucile da caccia a canne mozze e 9 proiettili del medesimo calibro. Gli ulteriori approfondimenti, svolti dai carabinieri quella stessa notte, avevano consentivano di accertare che l’arma era provento di furto: era stata rubata alcuni anni prima a Bucine.
Il quell'occasione il pregiudicato era stato tratto in arresto per detenzione illegale di arma da sparo, alterazione di armi (al fucile erano stati segati il calciolo e la canna, evidentemente al fine di renderlo più facilmente occultabile e maneggiabile), ricettazione e maltrattamenti contro familiari e conviventi. 

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