Cronaca

Sulle orme del padre: arrestato l'erede del boss palermitano della cocaina

In manette il figlio 32enne del super trafficante palermitano Vincenzo Riggio. E' stato fermato nell’abitazione della sua compagna, a Torino

Come copertura  vendeva auto, in realtà continuava a trafficare chili di droga e a fare la bella vita. E' stato arrestato il figlio di uno dei primi e più importanti trafficanti italiani di cocaina, affiliato a potenti famiglie mafiose del sud. Si tratta di Carmelo Renato Riggio, 32 anni. Il padre, Vincenzo Riggio, palermitano di 61 anni, aveva iniziato la sua attività criminale negli anni Settanta con le rapine, salvo poi diventare uno dei più importanti trafficanti italiani. E' stato fermato nell’abitazione della sua compagna, a Torino. Il trafficante di cocaina non ha opposto resistenza davanti agli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lecco. Seguendo le orme del padre, Riggio gestiva importanti carichi di cocaina provenienti da Spagna e Olanda.

Lo spaccio avveniva soprattutto in Brianza e la droga era nascosta nelle carrozzine e nei passeggini dei bambini. Carmelo Renato Riggio, in particolare, è accusato diessere coinvolto nel traffico di 51 chili di cocaina sequestrati dalle Fiamme gialle.

L'uomo era già arrestato lo scorso anno dai finanzieri nell’ambito dell’operazione “July”, che si era conclusa con il sequestro di oltre 94 chili di cocaina e l’arresto di 26 persone. La sua cattura è la naturale conclusione di una attività avviata nel 2014 che recentemente ha visto la condanna di Aldo Conti, altro elemento di spicco dell’organizzazione criminale, a 9 anni di reclusione, consentendo di sgominare un gruppo italo albanese dedito da anni al traffico di sostanze stupefacenti.

Vincenzo Riggio è un personaggio noto agli investigatori palermitani. Dagli anni Settanta ad oggi è più volte stato arrestato. Quando nel 1994 venne catturato per traffico di droga, il suo patrimonio, fatto di case, auto e contanti, per un valore di un miliardo di lire, venne confiscato. Ma Riggio fu bravo a nascondere parte di quei soldi. A svelare il bottino occulto di Riggio fu un pentito, Enrico Pettinato, che nel 2005, dopo aver trascorso tre anni in carcere per droga, decise di vuotare il sacco con i magistrati palermitani. Nel 2001 Riggio fu arrestato dalla Squadra mobile di Palermo che lo sorprese a bordo di un'auto con dieci chilogrammi di eroina ad elevato grado di purezza. Nel 2006 Riggio venne scarcerato dal Tribunale del Riesame di Palermo che impose però l’obbligo di non allontanarsi dal domicilio eletto dalle 20 alle 7 del mattino dopo e l’obbligo di presentarsi giornalmente alla polizia giudiziaria. L'anno dopo il palermitano fu arrestato ancora una volta per riciclaggio.

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