Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Via Ballaro

Assalti e pestaggi, presa la banda che terrorizzava i turisti a Ballarò: scattano 5 arresti

In una circostanza i rapinatori, simulando un incidente stradale, hanno bloccato per strada la vittima, scaraventandola fuori dall'auto per poi picchiarla e rubare tutto, macchina compresa

E' di cinque ordinanze di custodia cautelare il bilancio dell'operazione messa a segno nella scorsa notte dalla polizia nei confronti di un gruppo di pregiudicati del quartiere Ballarò. Ricostruiti diversi episodi di rapine ai danni di banche e altri assalti, anche particolarmente violenti, realizzati per strada ai danni di turisti. Episodi che si sono verificati tra il novembre e il luglio 2013. Il clan di Ballarò è ritenuto responsabile del "reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine".

Questi i nomi degli arrestati: Emanuele Rubino, 28 anni; Vittorio Di Maio (25), Marco Fascella (25), Francesco Napoli (22), Paolo Amatuzzo (33). Un sesto uomo attualmente è irreperibile. L’indagine è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile diretta da Rodolfo Ruperti, mentre le ordinanze sono state emesse dal Gip del Tribunale di Palermo,

Ad esempio in una circostanza i rapinatori, simulando un incidente stradale, hanno bloccato per strada la vittima, scaraventandola fuori dall'auto per poi picchiarla per impadronirsi dei suoi beni, macchina compresa. In un altro caso una giovane turista è stata trascinata con violenza sull'asfalto, nel disperato tentativo di trattenere la propria borsa dalla furia dei malviventi, piombati a bordo di un Honda Sh: gravi le lesioni riportate.

Tutto si svolgeva all'interno di Ballarò, "territorio nel quale - dicono dalla polizia - i criminali potevano vantare una notevole influenza ed in cui esercitavano un pressante controllo del territorio". Figura di vertice del gruppo era Emanuele Rubino, già coinvolto nella recente operazione “Maqueda” della Squadra Mobile palermitana e ritenuto responsabile del tentato omicidio di Yusupha Susso, giovane gambiano ferito, lo scorso 4 aprile, con un colpo d’arma da fuoco alla testa, “colpevole” di avere reagito all’ennesimo atto di gratuita sopraffazione.

(Nelle foto in basso: Emanuele Rubino, Francesco Napoli e Vittorio Di Maio)

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