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Si finge una 27enne palermitana per avere il rimborso Irpef: arrestata truffatrice

In manette una donna napoletana: stava cercando di riscuotere i soldi (836 euro) che spettavano in realtà a una ragazza palermitana, sostituendosi a lei tramite dei documenti falsi che, secondo i carabinieri, sarebbero stati forniti da un'organizzazione criminale. E' successo a Verona

Si finge una 27enne palermitana in tre diversi uffici postali del Veronese per incassare i 863 euro che sarebbero spettati alla ragazza, del tutto ignara della truffa. Non era mai stata presa finora, ma il suo nome come la sua truffa erano noti. Infatti, accertate alcune irregolarità è subito scattato l’alert dell’ufficio anti-frode di Roma. Carmela Virgilio, napoletana di 39 anni, non appena ha provato a chiedere il rimborso allo sportello di Buttapietra, ultimo ufficio postale nel suo “tour” truffaldino, è stata arrestata per tentata truffa ai danni dello Stato e tentata estorsione. La donna è stata condannata a sei mesi.

I carabinieri sono riusciti a mettere le manette ai polsi della donna che era già stata segnalata per questo tipo di episodi, ma che non era mai stata fermata. Come ha spiegato il luogotenente Francesco Marinaro, della stazione di Cadidavid, alcune organizzazioni criminali riescono ad intercettare i pacchi contenenti la documentazione utile ad ottenere il rimborso Iperf, che poi riscuotono al posto del diretto interessato. Gli inquirenti dunque sospettano che la 39enne finita in manette negli scorsi giorni, sia un terminale di tale gruppo, ovvero la persona incaricata di recarsi alle Poste per farsi consegnare il denaro. 

Stando a quanto riferito dai militari la donna si è rivolta all'ufficio postale di via Umago, nel quartiere di borgo Roma a Verona, per riscuotere 863 euro di rimborso Iperf, ma al momento del pagamento sono sorti alcuni problemi e una allerta giunta dagli uffici antifrode di Roma, ha segnalato alcune anomalie e la possibilità che la cliente potesse essere una truffatrice. I controlli incrociati messi in campo dalle forze dell'ordine avevano dunque funzionato, così la 39enne avrebbe lasciato l'ufficio , probabilmente per non rischiare di essere scoperta, e alle 10.30 si è presentata in quello di via Santa Teresa, dove si è ripetuta la stessa situazione: il direttore allora ha avvisato il 112, mentre i dipendenti cercavano di trattenere la sospettata, che ha però intuito che qualcosa non andava e si è allontanata prima dell'arrivo dei militari. 

Ma i carabinieri erano oramai sulle sue tracce e quando è stata segnalata nell'ufficio postale di Buttapietra, si sono diretti sul posto trovandola allo sportello. Si trattava di Carmela Virgilio nata a Napoli nel 1980, la quale stava cercando di riscuotere il rimborso Irpef di una donna palermitana classe 1992, sostituendosi a lei tramite dei documenti falsi che, sempre secondo l'Arma, sarebbero stati forniti da questa organizzazione. Questa infatti sarebbe stata in possesso di carta di identità, codice fiscale e tessera sanitaria contraffatti, ma le segnalazioni a suo carico l'avrebbero smascherata: sarebbe stata protagonista infatti di un'altra decina di episodi. 

Accusata di ricettazione, truffa, falso in atto pubblico e sostituzione di persona, la donna è poi comparsa davanti al giudice che ha convalidato il provvedimento e l'ha condannata ad una pena di sei mesi, poi sospesa in quanto la 39enne era incensurata. 

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