Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca Arenella-Vergine Maria

Omicidio all’Arenella, arrestata una ragazza: in un video la sparatoria

In manette Alessandra Ballarò, 20 anni. Alcune telecamere nascoste hanno ripreso la scena. Dopo l’accesa lite in piazzetta Caruso si vede la giovane che apre il fuoco uccidendo Leonardo Bua e ferendo gravemente il fratello Giuseppe

L'arresto di Alessandra Ballarò

A premere il grilletto uccidendo un uomo e ferendo il fratello è stata una vicina di casa di vent’anni. La Squadra Mobile ha arrestato ieri sera e rinchiuso in carcere Alessandra Ballarò con l’accusa di omicidio per la sparatoria avvenuta all’Arenella. Alla base del conflitto fra la ragazza e i due fratelli, che vivevano nell’abitazione accanto, dei problemi di vicinato e la vendita di un appartamento per il quale c’è una causa civile in corso.

L'arresto di Alessandra Ballarò in questura: le immagini

A chiudere il cerchio nel pomeriggio di follia a piazzetta Caruso sono stati gli investigatori che hanno notato alcuni strani fori ai piani superiori della palazzina dove Alessandra Ballarò viveva insieme al fratello, fermato e indagato perché sospettato di aver nascosto l’arma. “Grazie alla capacita degli investigatori - spiega il capo della Squadra Mobile Rodolfo Ruperti - è stato possibile rintracciare nel balcone soprastante, dei minuscoli fori che erano in realtà gli occhi di alcune telecamere occultate”.

Dopo aver accertato la presenza di un sistema di videosorveglianza, gli agenti della Squadra Mobile hanno perlustrato l’abitazione dei Ballarò e il tetto alla ricerca dei monitor e dell’apparecchio utilizzato per registrare i video. Subito dopo l’omicidio, però, qualcuno aveva fatto sparire tutto. A seguito di una lunga perquisizione l’apparecchiatura elettronica è stata trovata e rimessa in funzione. Le immagini mostrano chiaramente - aggiungono ancora gli investigatori - i due fratelli Bua e i Ballarò che discutono animatamente. Poi la ventenne sale a casa, afferra una pistola, torna a in strada e poco dopo apre il fuoco.

Le immagini dalla scena del delitto

Avrebbe colpito al volto Leonardo Bua (37 anni) e al fianco sinistro il fratello Giuseppe (40). Per il primo non c’è stato nulla da fare, mentre il secondo è stato portato a Villa Sofia in ambulanza e, già ieri sera, sottoposto a intervento chirurgico per ridurre le lesioni viscerali con asportazione delle anse intestinali e ricostruire il retroperitoneale dove l’unico proiettile si è fermato, causando delle lesioni paravertebrali ai muscoli lombari. Il chirurgo è dovuto intervenire anche sulle ferite riportate alla mano destra e cause dal passaggio di uno o più proiettili. Giuseppe Bua, quindi, avrebbe provato a difendersi dopo i primi colpi esplosi, magari cercando di disarmare la ragazza. Ora il quarantenne si trova ora al Trauma Center di Villa Sofia, in coma farmacologico e piantonato dalla polizia. 

Gli investigatori della Squadra Mobile non sono ancora riusciti a trovare l’arma utilizzata da Alessandra Ballarò, che non risulta avere il porto d’armi o pistole possedute legalmente. Secondo qualcuno - ma l’ipotesi non è ancora confermata - la pistola sarebbe stata gettata in mare, forse dal fratello, nel tentativo di cancellare qualsiasi prova che potesse servire a incriminarli. Sembrerebbe che la furiosa lite, culminata con l’esplosione di almeno quattro colpi di pistola, sia nata per l’appartamento dove abitavano i Bua e che sarebbe stata venduta loro dai Ballarò. Lo scontro, arrivato anche nelle aule di tribunale, riguarderebbe un pagamento non ancora definito per chiudere la compravendita.

Poco meno di un mese fa non molto lontano - precisamente in vicolo Pipitone, all'Acquasanta - Pietro Francesco Maronia (48 anni) è stato ucciso con una coltellata all'addome dopo una lite con un vicino

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