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“Arpa incontra la scuola”, studenti a bordo della nave Galatea

L’iniziativa ha come obiettivo la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali del mondo marino. A guidare i bambini a bordo il conduttore Giorgio De Marco e due biologi marini

Per la prima volta una classe di bambini di una scuola elementare è salita a bordo della Galatea, la nave oceanografica dell’Arpa che si trova ormeggiata alla Cala. L’iniziativa, “Arpa incontra la scuola” ha come obiettivo la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali del mondo marino nei confronti degli studenti. Quest’anno sono stati convolti anche gli istituti primari. Il debutto dell’iniziativa, di cui è responsabile Alessandra Nobile, e che si inserisce all’interno del laboratorio regionale Ismea, è avvenuto stamattina alla Cala e ha coinvolto una terza elementare della sezione piazza Croce dell’istituto comprensivo di Campofelice di Roccella.

A bordo della Galatea, i bambini, accompagnati dai docenti Rita La Tona, Gisella Benigno e Antonella Gargano, hanno trovato il conduttore Giorgio De Marco e i due biologi marini Benedetto Sirchia e Elena Nasta. I due biologi hanno spiegato ai ragazzi di cosa si occupa l’imbarcazione, come lavorano e mostrato il loro laboratorio, dove vengono analizzati i campioni di acqua, plancton e sedimenti prelevati nel mare siciliano. “Un incontro interessante e molto importante per i bambini – dice la docente La Tona – I bambini sono entusiasti di questa iniziativa e noi docenti li abbiamo preparati a dovere utilizzando il materiale che ci ha fornito gratuitamente l’Arpa. Per loro è importante comprendere quanto sia importante il rispetto del mondo marino”.

“Questo progetto permette di insegnare ai ragazzi e ai bambini l’educazione ambientale – dice il biologo Sirchia – perché spesso non hanno consapevolezza del mondo marino, che va tutelato e rispettato. In questa fase, in cui siamo attraccati al porto, mostriamo come lavorano i nostri laboratori e spieghiamo loro cosa facciamo quando siamo in mezzo al mare ed i rischi connessi all’inquinamento. Il mare siciliano non se la passa poi così malaccio. Certo, nei pressi di grossi insediamenti urbani o dove ci sono scarichi non filtrati la situazione non è delle migliori, ma tutto sommato non ci sono grandi rischi”.

LA NAVE GALATEA - E’ la sorella maggiore di un’altra nave oceanografica dell’Arpa, la Teti, che si trova ormeggiata al porto. E’ lunga oltre 22 metri (la Teti misura 13 metri) ed è un concentrato di tecnologia e strumentazione sofisticata. Scafo in alluminio, due motori a basso impatto, è stata costruita nel 2008. A bordo può ospitare tra equipaggio ed equipe dei ricercatori, 12 persone. Ci sono cabine, cucine e bagni per consentire alle persone che si trovano a bordo, di poter stare anche per vari giorni in mezzo al mare. E’ dotata di una serie di attrezzature avanzatissime che consentono rilievi e monitoraggi dei fondali marini. L’imbarcazione si muove per tutta la regione e può viaggiare fino a 12 miglia dalle coste siciliane.

A bordo, tra gli strumenti, da segnalare il Rov - il Remotely operated vehicle - un robot sofisticatissimo che consente l’esplorazione di fondali profondi, impossibili per i sub. E’ dotato di “mani” prensili che possono recuperare sedimenti e oggetti dai fondali. Viene comandato con un apposito strumento, dalla nave. Ma la Galatea dispone anche di sonde, benne per il recupero di zooplancton e fitoplancton, setacci, speciali bottiglie per il prelievo di campioni di acque a varie profondità. Oltre a tutti i più moderni sistemi di navigazione.

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