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Cronaca

Arcivescovo positivo al Covid, l'annuncio di Lorefice in una lettera: "Virus subdolo"

Le sue condizioni di salute, al momento, non destano alcuna preoccupazione e presto si sottoporrà agli esami clinici e radiologici del protocollo sanitario previsto per iniziare subito la terapia. Dall'Arcidiocesi tranquillizzano: "Negli ultimi giorni non ha presieduto celebrazioni pubbliche, né effettuato incontri, preferendo lavorare via web"

L’arcivescovo Corrado Lorefice è positivo al Covid. Le sue condizioni di salute non destano alcuna preoccupazione e, negli ultimi giorni non ha presieduto celebrazioni pubbliche, né effettuato incontri, preferendo lavorare via web. Ad annunciare la notizia e tranquillizzare tutti è lo stesso arcivescovo. "Come in una famiglia dove si condividono gioie e trepidazioni, desidero essere io - scrive Lorefice in una lettera pubblicata sul sito dell'Arcidiocesi - a comunicarvi che sono risultato positivo al test del Covid-19. In questi mesi - continua - ho attraversato accanto a molti di voi una circostanza che per tanti si è purtroppo rivelata particolarmente dura e dolorosa, ma come ho sempre detto la ‘bella’ fede che condividiamo ci sostiene serenamente nella speranza". 

Poi l'arcivescovo aggiorna i fedeli sul suo stato di salute. "In questi giorni - dice - mi sottoporrò agli esami clinici e radiologici del protocollo sanitario previsto per iniziare subito la terapia. Certo del vostro affetto – per me motivo costante di gratitudine al Signore – invochiamo insieme Maria nostra madre e nostra sorella, esperta custode di speranza e di pazienza. A lei e a Santa Rosalia affidiamo quanti in questo tempo di prova sono afflitti da questo subdolo virus, per le loro famiglie e per quanti si spendono per la salute di tutti, con infaticabile passione e con amore. Aspettando con fiducia - conclude - di tornare presto anche ‘fisicamente’ tra di voi, vi benedico di cuore".

"Una preghiera affinché possa tornare presto tra noi e continuare la sua missione in questa nostra città che definisce 'complessa, affascinante, piena di ferite'", commenta su Facebook il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone. "Quando giunse a Palermo, il 5 dicembre 2015, mi colpirono le sue prime parole - continua Faraone - citò Peppino Impastato e la Costituzione, scelse come guida padre Pino Puglisi e di seguire le sue orme, per una Chiesa di frontiera, lontana dai riflettori, che agisce sul territorio per il riscatto sociale delle coscienze e delle periferie. In questi oltre 5 anni - prosegue il senatore - non hai mai tradito quella promessa, con umiltà e grandezza d'animo. Sempre tra i più fragili, fra gli ultimi, contro la mafia e contro i respingimenti dei migranti, a ripeterci sempre che ciò che conta è la solidarietà, l'accoglienza, la legalità. Caro Lorefice, la aspettiamo di nuovo tra noi, con la sua semplicità e - conclude - con tutto l'amore che ha per questa nostra città".

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