Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Politeama / Piazza Sant'Oliva

Arcigay, anche a Palermo manifestazioni per vittime di “Transfobia”

Si celebra in tutto il mondo il Transgender Day of Remembrance, per commemorare le vittime dell'odio, del pregiudizio e della discriminazione. Il concentramento, organizzato da Arcigay, a piazza Sant’Oliva

Oggi si celebra in tutto il mondo il TDoR, il Transgender Day of Remembrance, per commemorare le vittime dell'odio, del pregiudizio e della discriminazione anti-transgender (transfobia). Lo ricorda Arcigay, che ha organizzato manifestazioni in otto piazze italiane. A Palermo il concentramento è alle 17 a piazza Sant’Oliva.

L'evento venne introdotto nel 1998 su iniziativa di Gwendolyn Ann Smith, un'attivista transgender, per ricordare Rita Hester, assassinata in Massachusetts. In altre sette città - Torino, Perugia, Napoli, Catania, Bologna, Pavia, Pescara - oggi gli attivisti e le attiviste di Arcigay scenderanno in piazza per dar vita a fiaccolate.

“The Transgender Europe's Trans murder monitoring project - spiega Ottavia Voza, Responsabile Arcigay per i Diritti delle persone Trans - ha monitorato 1.374 omicidi in tutto il mondo negli ultimi quattro anni. In questo stesso periodo le vittime accertate in Italia sono ventisei, un numero che secondo le associazioni va considerato per difetto poiché risulta che le vittime siano molte di più ma che comunque è decisamente superiore a quello degli altri paesi europei, che fa dell'Italia il secondo paese per numero di vittime in Europa dopo la Turchia”.

“Questi dati riguardano purtroppo soltanto i casi di omicidio, dimenticando tutte le vittime della violenza quotidiana prodotta da pregiudizio, discriminazione, privazione dei diritti fondamentali (salute, studio, lavoro), violenza che conduce in tanti casi ad esiti drammatici di cui queste statistiche non tengono conto. Noi vorremmo che questa fosse l'occasione per ricordare tutte le vittime, quelle private della vita da una mano assassina ma anche le vittime della discriminazione quotidiana che esclude dal mondo della scuola e del lavoro, dagli affetti, che nega benessere e dignità, erode pian piano l'entusiasmo e la fatica con cui le persone transessuali hanno riconquistato, tra mille difficoltà, se stesse”. (Fonte: Ansa)

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