Presunti sprechi per 2 milioni nel trasporto dei pazienti al Policlinico, caso archiviato

Così ha deciso la Corte dei conti per un ragioniere 68enne in servizio al Paolo Giaccone. Era accusato di aver prorogato il servizio "causando una diseconomicità", ma le fatture erano state emesse e sottoposte alla direzione sanitaria che ha il dovere di controllare

(foto archivio)

Era finito sotto la lente della Corte dei conti per aver prorogato il servizio di trasporto dei degenti all’interno del Policlinico causando, secondo l’accusa, un danno erariale da oltre 2 milioni di euro alla sua azienda ospedaliera. Per i magistrati contabili però i controlli previsti dal capitolato speciale di appalto erano di esclusiva competenza della direzione sanitaria che non aveva eccepito nulla. Sulla scorta di queste motivazioni il pm Maria Concetta Carlotti ha disposto l’archiviazione per un ragioniere di 68 anni, L.L.V. “ritenuta l’insussistenza di elementi sufficienti a sostenere in giudizio la sua posizione di responsabilità”. Accolta dunque la tesi del legale difensore del dipendente, l’avvocato Girolamo Rubino, che ad agosto aveva depositato le sue deduzioni difensive.

La Procura regionale aveva contestato al coordinatore della gestione amministrativo-contabile del dipartimento assistenziali presso l’azienda ospedaliera universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” alcune presunte irregolarità relative all’esecuzione del servizio di trasporto degli ammalati. Le sue scelte avrebbero causato delle diseconomicità per un importo complessivo di 2.197.796,74 euro. Nel dettaglio la Procura, ricostruisce l’avvocato Girolamo Rubino, imputava al coordinatore e ad altri tre dipendenti di non avere vigilato sulla conformità delle prestazioni rese dal raggruppamento temporaneo di imprese che si era aggiudicato la gestione del servizio. Ma il potere di controllo rientra fra i compiti della direzione sanitaria che fino ad allora aveva attestato la regolarità delle fatture.

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