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Domenica, 3 Marzo 2024
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Il sequestro, la riabilitazione a Ficuzza e il ritorno alla libertà: lieto fine per due aquile del Bonelli

Gli esemplari di questa specie che nidifica in Sicilia erano scomparsi dal nido nello scorso aprile. Furono recuperati grazie all'attività investigativa dei carabinieri forestali del Nucleo Cites di Palermo e dei carabinieri del Comando Stazione di Porto Empedocle

Lieto fine per i due piccoli di aquila del Bonelli che erano stati sequestrati in Sicilia lo scorso aprile. Le due aquile, ospitate fino a pochi giorni fa nel centro specializzato di Ficuzza, in condizioni fisiche ottimali, sono state inserite nella grande voliera di ambientamento presso Bosa, in Sardegna, dove nei giorni precedenti sono state già liberate 5 giovani aquile del Bonelli provenienti dalla Spagna ed ancora presenti nell'area, dove vengono ogni giorno monitorate dal personale Ispra che provvede anche alla loro alimentazione supplementare. Le due aquile siciliane, seguendo l'ormai consolidato protocollo di rilascio, saranno infine liberate dopo circa 3 settimane di permanenza in voliera, in cui impareranno a conoscere il nuovo territorio, tornando alla vita selvatica alla quale erano state sottratte a causa del loro valore economico nel mercato nero. I due esemplari una volta liberati saranno oggetto delle attività di sorveglianza del corpo forestale regionale di vigilanza ambientale, come è accaduto per tutti gli esemplari rilasciati nell'ambito del progetto dal 2018 ad oggi.

Provvidenziale per i due volatili l'attività investigativa dei carabinieri forestali del Nucleo Cites di Palermo e dei carabinieri del Comando Stazione di Porto Empedocle che poche ore dopo il prelievo dal nido riuscivano a individuare il bracconiere e mettere al sicuro i due piccoli. La Sicilia ospita, al momento, l'unica popolazione nidificante di aquila del Bonelli, composta da circa 60 coppie. Fino a qualche anno fa questa popolazione era a rischio, ma oggi, grazie alle attività di conservazione, portate avanti dal progetto europeo Life Conrasi e dai volontari del Gruppo Tutela Rapaci, e all'impegno dell'Arma dei carabinieri, la popolazione è sensibilmente aumentata, anche se la depredazione dei nidi non è ancora completamente scomparsa. I due aquilotti, la cui scomparsa dal nido era stata immediatamente segnalata dai tecnici siciliani al Raggruppamento Carabinieri Cites di Roma, sono stati ospitati, fino a qualche giorno fa, presso il centro di recupero Fauna selvatica di Ficuzza, dove, sotto stretto controllo veterinario, hanno completato la loro crescita e provato i primi voli nella grande voliera della struttura.

In tutto il tempo della loro permanenza presso il centro non sono mai stati in contatto con l'uomo, rimanendo sempre in condizioni di isolamento per evitare qualsiasi forma di imprinting. Grazie alla collaborazione tra Ispra, Regione Siciliana, Regione Sardegna, Cras di Ficuzza e carabinieri forestali è stato possibile trovare una nuova destinazione per questi esemplari che erano stati prelevati dal loro nido per essere probabilmente inseriti nel mercato nero. Infatti i due esemplari il 19 giugno 2022 sono stati trasferiti in Sardegna, dove, dal 2018, è in corso un progetto europeo, Aquila a Life, finalizzato alla reintroduzione della specie, che è finalmente tornata in quest'isola dove si era estinta intorno agli anni 90.

Fonte: Dire

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