Appello per salvare il casolare dell'omicidio Impastato, il sindaco di Cinisi: "Comune parte attiva"

"L'immobile, di proprietà di un privato, è inagibile e quindi non visitabile". Dieci giorni dopo la denuncia di Giovanni Impastato, fratello del militante assassinato dalla mafia, Giangiacomo Palazzolo risponde: "Per Peppino non sarà mai fatto abbastanza. Mi assumo le mie responsabilità"

Nella foto il sindaco di Cinisi e Giovanni Impastato nel casolare

Dieci giorni dopo l'ennesimo appello lanciato da Giovanni Impastato per salvare dall'abbandono il casolare dove il fratello Peppino fa assassinato dalla mafia, il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo - chiamato in causa - risponde: "Qualora il governo nazionale e quello regionale dovessero continuare a disattendere il loro dovere morale e politico, il Comune saprà farsi parte attiva". 

L'immobile, che si trova in contrada Feudo, è di proprietà di un privato. Secondo il fratello del militante assassinato dalla mafia starebbe per cadere a pezzi e non essendo più agibile non sarebbe visitabile. Anche per questo Giovanni Impastato rilancia la richiesta di espropriarlo: "Il proprietario è complice di questo scempio, non prendendosi cura del luogo, non avendo rispetto per la figura e la memoria di Peppino e per la sensibilità di tutti coloro che credono in questa storia e nella crescita del nostro Paese, non volendo cedere il bene e chiedendo delle cifre sproporzionate rispetto al giusto valore economico. L’unica via d’uscita a questo punto, con un atto democratico nel rispetto della proprietà privata, dovrebbe essere l’esproprio da parte delle istituzioni competenti, in questo caso il Comune di Cinisi o la Regione Sicilia, ma il Comune e la Regione sembrano totalmente disinteressati. Noi riteniamo sia un fatto gravissimo e un’offesa a chi vuole ricordare e continuare a lottare per una società migliore e chiediamo al più presto possibile, perché già si è perso troppo tempo, che venga ripristinato e affidato alla collettività come luogo pubblico". 

"Caro Giovanni - risponde il sindaco Palazzolo in una lettera - il ricordo di Peppino Impastato non è mai stato proporzionato alla sua importanza storica. Migliaia di giovani si stanno formando in tutta Italia avendo tuo fratello come ideale punto di riferimento da seguire. Per Peppino non sarà mai fatto abbastanza. Oggi siamo sotto la soglia della normalità, impossibile contraddirti, hai ragione. Mi assumo le mie responsabilità. Spero facciano altrettanto l'ex premier Matteo Renzi, l'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando e l'ex presidente della Regione Rosario Crocetta che puntualmente accorsi a Cinisi hanno promesso finanziamenti mai arrivati.Qualora il governo nazionale e quello regionale dovessero continuare a disattendere il loro dovere morale e politico, il Comune di Cinisi saprà farsi parte attiva".

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