"Le case medievali di Salita Sant'Antonio stanno crollando, salviamole": l'appello social

A rivolgersi alle istituzioni un gruppo di tecnici, restauratori e semplici cittadini. Gli edifici civili, di proprietà della Curia, presentano delle lesioni: "Servono subito lavori di restauro". Lanciata anche una raccolta firme: "Dobbiamo difendere questo bene con le unghie e con i denti"

Un dettaglio delle case medievali di Palermo - Foto tratta da Facebook

"Salviamo le case di Salita Sant'Antonio, unica e significativa testimonianza di epoca medievale della città". A lanciare l'appello alle istituzioni, attraverso un gruppo Facebook, sono tecnici, restauratori e semplici cittadini. Si tratta di tre ex fabbriche, che si trovano all'incrocio tra corso Vittorio e via Roma, conosciute come "casa del beneficiale di San Matteo" di proprietà della Curia. "Sono in pericolo: le lesioni peggiorano di anno in anno, di mese in mese, di giorno in giorno e nesssun intervento di manutenzione/restauro/salvaguardia - dichiara l'architetto Beppe Cosentino, amministratore del gruppo su Facebook - è in atto. Gli unici interventi, effettuati molti anni fa dalla Curia, si sono limitati a porre una struttura in ferro a protezione della pubblica incolumità, quando la strada era stata chiusa al traffico per pericoli di crollo". 

Gli edifici civili, edificati nel XIII secolo, dovrebbero di diritto entrar a far parte del percorso Unesco Arabo-Normanno (World Heritage List 3 luglio 2015): ognuno caratterizzato da bifore e finestre originarie, fasce lapidee marcapiano a motivi antropomorfi e fitomorfi, con cornici, ghiere, rosoni etcetc, unici nel loro insieme. Le case sono contigue e ubicate lungo il percorso arabo denominato "Shera settentrionale" dai viaggiatori del tempo, subito a ridosso delle mura urbiche puniche, in un'area occupata già nel decimo secolo dal Forum Saracenorum. "Costituiscono una rara e insostituibile testimonianza dell'età medievale in città e - continua Cosentino - necessitano di urgenti ed improrogabili interventi di consolidamento e salvaguardia".

Il gruppo Facebook, creato nel 2012, negli anni passati hanno attirato l'attenzione di studiosi internazionali e medievalisti. "Le istituzioni - prosegue Cosentino - intervengano senza ulteriori remore per tutelare il bene monumentale (sottoposto a vincolo ai sensi del D.Lgs. 42/2004) ponendo in essere tutte le procedure sancite dal codice dei Beni culturali anche in sostituzione della proprietà inadempiente".

Per dare ancora maggiore visibiltà all'appello, l'amministratore del gruppo Facebook Beppe Costantino, qualche giorno fa ha lanciato anche una raccolta firme su Change.org che ha già raccolto oltre 600 adesioni. "Questo successo - conclude Cosentino - testimonia che possiamo fare rumore, che possiamo scuotere la coscienza, che possiamo incidere sull'indifferenza, incuria, abbandono. Possiamo risvegliare le istituzioni da questo lungo sonno di menefreghismo ed assenza di responsabilità. Se amiamo l'arte, la storia e le testimonianze dobbiamo difendere questo bene con le unghie e con i denti, aggrapparci alla speranza che il nostro grido di amore possa evitare il crollo ineluttabile cui sono destinate le case medievali di Palermo".

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