Cronaca

"Appalto pilotato per lo scuolabus", sentenza impugnata in ritardo: 3 assolti

La Procura ha presentato il ricorso fuori termine e la Corte d'Appello ha così definitivamente scagionato gli imputati, che erano finiti sotto inchiesta per presunte irregolarità nell'affidamento del servizio di trasporto a Castronovo di Sicilia. Il processo continua invece per l'unico condannato, Antonino Biancorosso

L'appello della Procura è stato presentato con tre giorni di ritardo e per tre imputati l'assoluzione, già sancita in primo grado, diventa definitiva. La vicenda al centro del processo è quella sulle presunte irregolarità per l'affidamento del servizio di trasporto scolastico a Castronovo di Sicilia, per l'anno 2016 e 2017.

La quarta sezione della Corte d'Appello, presieduta da Vittorio Anania, stamattina ha preso atto che l'impugnazione dei pm per i tre assolti dal gup Roberto Riggio il 10 giugno scorso, è stata, seppur di poco, tardiva: vengono così scagionati definitivamente Gerlando Schembri, segretario generale dei Comuni di Castronovo, Lercara Friddi, Vicari e Roccapalumba (difeso dall'avvocato Nino Zanghì), Fausto Giuseppe Alfonso Vitale, responsabile dei Lavori pubblici del Comune di Castronovo (assistito dall'avvocato Massimo D'Angelo) e Bruna Biancorosso (difesa dagli avvocati Roberto Tricoli e Giuseppe Geraci). 

Il processo andrà avanti invece per l'unico condannato (a 7 anni), l'imprenditore in odor di mafia Antonino Biancorosso, padre di Bruna, perché la sentenza di primo grado è stata impugnata dal suo difensore, l'avvocato Luigi Massimiliano Miceli. Secondo l'accusa, sarebbe riuscito ad aggiudicarsi il servizio minacciando un imprenditore e anche grazie alla complicità dei funzionari pubblici che, però, sono stati del tutto scagionati.

L'inchiesta dei carabinieri aveva portato anche a degli arresti il 17 settembre del 2018. La gara era stata inizialmente affidata ad una ditta di San Giovanni Gemini per 31 mila euro. Per gli inquirenti, però, il titolare sarebbe stato pesantemente minacciato da Biancorosso, che sarebbe così riuscito a fargli rinunciare alla gara.  In questo modo, il servizio era stato affidato alla seconda ditta in graduatoria, cioè quella intestata alla figlia do Biancorosso.

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