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"Appalti truccati grazie alla 'Ndrangheta", nuova operazione: arrestato palermitano

Associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla turbativa di gare d'appalto nel settore pubblico: 25 le persone destinatarie dei provvedimenti emessi dal Gip nell'ambito dell'operazione della finanza e della Dda di Reggio Calabria

C'è anche un palermitano - destinatario del provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari - fra le 25 persone arrestate nell'ambito dell'operazione della guardia di finanza e della Dda di Reggio Calabria, denominata "Cumbertazione". Si tratta di Francesco Migliore, 56 anni, nato a Palermo. Un'operazione che ha fatto luce su una presunta associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla turbativa di gare d'appalto nel settore pubblico.

Gli arresti sono stati eseguiti tra Sicilia, Calabria e Lazio. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, secondo quanto viene reso noto dal procuratore della Repubblica Federico Cafiero De Raho - delle ipotesi di reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e falso ideologico in atti pubblici, anche aggravati dalle modalità mafiose.

"I provvedimenti giudiziari eseguiti rappresentano l’epilogo - scrive il procuratore - delle investigazioni condotte dal Gico del nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria, nel cui contesto sono stati approfonditi i profili imprenditoriali della criminalità organizzata operante nella piana di Gioia Tauro nel settore degli appalti pubblici". Lo scorso 19 gennaio erano stati eseguiti, sempre su disposizione della Dda, 27 provvedimenti di fermo, oltre 150 perquisizioni, 44 sequestri preventivi d’azienda per un valore complessivo pari a 224 milioni di euro.

"Le indagini, in particolare, hanno accertato - è sempre la Finanza che rende noto - il diretto coinvolgimento del gruppo imprenditoriale Bagalà che, sfruttando l’appartenenza alla nota cosca Piromalli, avrebbe costituito e consolidato negli anni una posizione di assoluto predominio nel settore degli appalti pubblici in Calabria, riuscendo a turbare almeno 27 gare indette da diverse stazioni appaltanti, tra cui i Comuni di Gioia Tauro e Rosarno, la Provincia di Reggio Calabria, l'Anas. 

Sarebbero state individuate, è stato reso noto dalle Fiamme gialle di Reggio Calabria e dal procuratore Federico Cafiero De Raho, "una serie di ditte compiacenti aventi sede in Sicilia, Calabria, Lazio, Campania e Toscana a cui venivano fatte presentare le offerte secondo importi che avrebbero automaticamente garantito l’aggiudicazione".

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