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Lunedì, 4 Luglio 2022

VIDEO | Un'app per scoprire le carceri dell'Inquisizione: parte un progetto per dottorandi e detenuti

L'applicazione, pensata per divulgare contenuti storici, scientifici e artistici, è scaricabile gratuitamente da Playstore e Appstore. L'iniziativa rientra in un'attività collegata al progetto Erasmus+ "Gap Graffiti Art in Prison" che si svolgerà fino al 2023 con varie eventi culturali e sociali. A confronto le prigioni di ieri con quelle di oggi

Un'app per scoprire le carceri dell'Inquisizione allo Steri e dei graffiti lasciati da persone ritenute o maghi o streghe. Il Simua, sistema museale d’Ateneo, diretto da Paolo Inglese e il rettore Fabrizio Micari hanno presentato alla stampa la nuova app dedicata alle “Carceri dell’Inquisizione”, realizzata come attività collegata al progetto Erasmus+ "Gap Graffiti Art in Prison" (2020-2023). 

La nuova app che contiene contenuti storici, scientifici, artistici, è scaricabile gratuitamente da Playstore e Appstore, ed  è utilizzabile con QRcode direttamente all’interno delle carceri.

“La realizzazione di questa app è il risultato di politiche culturali efficaci e fattive di valorizzazione del patrimonio museale del nostro Ateneo - sottolinea il rettore -. Questo strumento tecnologicamente avanzato rappresenta un ulteriore passo in avanti per la completa fruizione del nostro patrimonio, perché migliora senz’altro il servizio offerto e le forme di partecipazione e accesso dell’utenza a contenuti culturali, rendendo l’esperienza di visita più attrattiva ed immersiva, dimostrando quanto la nostra Università sia moderna e al passo coi tempi. Negli ultimi mesi abbiamo fortissimamente voluto la riapertura delle visite al Complesso Monumentale dello Steri, come segnale di ripartenza. Turisti e cittadini possono riscoprire qui un luogo carico di storia, di emozione e di bellezze, come le Carceri dell’Inquisizione, il soffitto ligneo della sala magna, la Vucciria di Guttuso, a cui prestissimo si affiancheranno il viridarium trecentesco e il nuovo Museo dell’Università, e che rappresenta un vero unicum nel panorama nazionale ed internazionale.”

 “Si tratta di un progetto inedito che per la prima volta renderà accessibile in formato digitale lo straordinario repertorio dei graffiti dello Steri. Il progetto è stato ideato da un team di lavoro interdisciplinare composto da storici, storici dell'arte, informatici, esperti di didattica museale - spiegano Paolo Inglese e Laura Barreca, responsabile artistica del progetto ap-Graffiti Art in Prison. Gabriella Cianciolo, coordinatrice scientifica di ap, per il Kunsthistorisches Institut in Florenz -. Max-Planck-Institut ha aggiunto che “Il progetto Gap Graffiti Art in prison prevede per il triennio 2020-2023 attività scientifiche, artistiche, didattiche e sociali che riuniscono insieme istituzioni culturali internazionali diverse per farle dialogare attorno al tema di grande attualità e rilevanza sociale e culturale legato al mondo della detenzione penitenziaria di ieri e di oggi”.

Dopo avere scaricato l'app “Carceri dell’Inquisizione”, ci si reca all’interno del percorso museale e scansionando il QRcode, si avvia il percorso di visita. L’App guida i visitatori alla scoperta delle Carceri dell'Inquisizione all’interno del percorso museale di Palazzo Chiaramonte Steri, con approfondimenti storico-artistici e le descrizioni dei graffiti presenti nelle 14 celle delle Carceri descritte, così da trasformare l’esperienza museale in un viaggio di conoscenza delle celle presenti nei due piani del monumentale edificio seicentesco, sede del Tribunale del Sant’Uffizio. Dal 1605 al 1782, in 200 anni di repressione, in queste celle vennero rinchiuse più di seimila persone tra cui commercianti, letterati, nobili, frati e monaci, artigiani, schiavi, guaritori e guaritrici inquisiti per parole, pensieri e comportamenti avversi alla morale del tempo. Le loro tracce hanno dato luogo ad un’opera collettiva di grandi dimensioni, lasciando incise sulle pareti la testimonianza unica di quello che fu l’operato del Tribunale della Inquisizione spagnola in Sicilia. L'App offre un percorso di visita per gli adulti prestabilito all’interno delle celle ed un percorso di visita dedicato ai bambini, che saranno visivamente accompagnati da una mascotte con quiz e caccie al tesoro. Completa i contenuti  un ampio repertorio descrittivo e fotografico, approfondimenti e notizie storiche sul periodo dell’Inquisizione tra cinema, letteratura, arte dell’ epoca.

Il team di lavoro interdisciplinare, coordinato da Laura Barreca, è composto da Valeria La Motta, Enrica Zaccone, Francesca Balistreri e Gabriella Cianciolo. La programmazione e lo sviluppo dell’App sono a cura di GStudio Adv di Palermo. L’App è stata realizzata con la collaborazione di CoopCulture.

Il progetto Gap è un partenariato strategico internazionale tra Simua, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Palermo, Kunsthistorisches Institut di Firenze – Max-Planck-Institut, Dems, dipartimento di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell’Università, Departamento de Historia del Arte dell’Universidad de Zaragoza e ABADIR, Accademia di Design e Comunicazione Visiva di Catania. Il progetto GAP avvierà da ottobre le settimane di studi tematiche dedicate ai 20 dottorandi provenienti da tutta Europa. 

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