Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca piazzale del Millennio

Terrasini, Arnone si schiera con l'Iclub: "Nessuno scempio"

Il noto ambientalista vede nel ristorante solarium, che questa settimana aprirà a Cala Rossa, "un uso intelligente ed eco-compatibile di uno splendido tratto di costa"

Il noto ambientalista Giuseppe Arnone scende in campo al fianco dell'Iclub, il ristorante solarium che questa settimana, da quanto si legge nella pagina Facebook dovrebbe aprire i battenti nella zona di Cala Rossa, a Terrasini.

Secondo l'esperto la struttura temporanea della Dueggi S.r.l., oltre ad avere tutte la autorizzazioni richieste, non sarebbe uno scempio, come pensano i membri del Forum Salviamo Cala Rossa, da settimane ormai impegnati in una raccolta firme il cui scopo è far sì che quella parte di costa venga annessa alla riserva di Capo Rama e salvata così una volta e per sempre.

"Nessuna speculazione, nessuna illegalità, vedo invece un uso intelligente ed eco-compatibile di uno splendido tratto di costa", dichiara Arnone in una nota stampa. "Appena avrò un po' di tempo verrò con la mia signora per fare i bagni e prendere il sole all'Iclub", aggiunge.

"Sono quel Giuseppe Arnone che era a capo degli ambientalisti che hanno imposto alla Regione di istituire la Riserva di Torre Salsa, bloccando un milione di metri cubi di cemento che volevano devastare un angolo di paradiso. Sono quel Giuseppe Arnone che da avvocato ambientalista ha denunciato e fatto condannare i sindaci di Agrigento responsabili in prima persona di speculazioni edilizie", continua la nota dell'avvocato.

Su Terrasini dichiara: "Ci sono stato e ho ammirato la bellezza dell'area Sic e dell'intero tratto di costa prospiciente interessato al solarium e arnone-3devo dire con tutta franchezza che spero che simili strutture, che andranno a smontare a fine estate, che non danneggiano l'ambiente, che non inseriscono cemento, ne opere permanenti che, sorgano ovunque nella nostra Regione. Ovunque le leggi che noi ambientalisti abbiamo fortemente difeso lo permettano".

Dallo scorso 7 maggio Giuseppe Arnone è indagato dalla procura di Agrigento per tentativo di estorsione. Avrebbe fatto "pressioni politiche per ottenere una candidatura" alle scorse elezioni regionali. Le pressioni sarebbero state esercitate su Rosario Crocetta e Giuseppe Lumia. Sullo sfondo dell'accusa che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati, ci sarebbero delle intercettazioni. Giuseppe Arnone smentisce che tutto ciò sia mai accaduto.

Anche Enzo Bontempo, già segretario e presidente regionale di Legambiente, lo difende: "Conosco Peppe Arnone da 30 anni e con lui ho condiviso, prima da segretario e poi da presidente regionale di Legambiente, una stagione esaltante di lotta a difesa dell’ambiente e della legalità negli anni prima e dopo tangentopoli, quando tutti i partiti (chi più chi meno) e la classe imprenditoriale siciliana facevano affari con Angelo Siino (il ministro dei lavori pubblici di Cosa Nostra), quando una parte consistente della magistratura e della cosiddetta società civile non vedeva, non sentiva e non parlava.

Estrapolare da una conversazione dove si parla di candidature, di uno “scontro politico” tipico della dialettica in fase di preparazione delle liste elettorali, trasformarle in un capo di  imputazione (addirittura tentata estorsione) è un fatto abnorme, divulgare – poi - queste intercettazioni alla stampa, rappresenta – appunto - una autentica carognata.

Quello che afferma Peppe Arnone nelle conversazioni telefoniche sono opinioni ed idee note a tutti, anche attraverso campagne pubblicitarie fatte in maniera plateale in tutta Italia, quindi non si capisce dove sta il reato. Chi ha seguito in tutti questi anni le lotte di Peppe Arnone, che possono essere condivise o no, non può non allarmarsi e rimanere sconcertato di fronte ad un uso (ed abuso) strumentale della magistratura, da parte di certi ambienti politici, della stampa e di certa magistratura".

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