Dove c'era la mafia ora si ricicla, nella zona di via Oreto apre il quarto centro di raccolta

La nuova maxi isola ecologica della Rap, su un terreno confiscato, renderà più facile la differenziata per circa 60 mila persone. Orlando: "Passi avanti per rendere servizi più efficienti". Norata: "La rete dei Ccr comincia a prendere consistenza". Il prossimo sorgerà a Cardillo

Leoluca Orlando all'inaugurazione del Ccr

Sorge in un'area confiscata alla mafia, che si trova di fronte alla rotonda di via Oreto a monte della circonvallazione, il quarto Centro comunale di raccolta della città. Dopo viale dei Picciotti, piazza della Pace e via Nicoletti, ecco la nuova maxi isola ecologica aperta dalla Rap sulla scorta di un'ordinanza comunale. Oggi pomeriggio l'inaugurazione alla presenza del sindaco Leoluca Orlando, dell'assessore all'Ambiente Giusto Catania, del presidente di Rap Giuseppe Norata e di una folta schiera di consiglieri comunali di maggioranza.

Con l'apertura del Ccr Oreto, la Rap conta di incrementare la raccolta differenziata in un comprensorio abitato da 60 mila persone. Un'area tra l'altro che racchiude tra gli altri il quartiere Bonagia, dove si registra il minor tasso di evasione della Tari. "Un quartiere virtuoso, in cui i cittadini dimostrano senso di responsabilità e adesso potranno usufruire di un servizio in più". A dirlo è il sindaco Orlando, che sottolinea i passi in avanti della Rap "per rendere servizi più efficienti alla città". La struttura sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 7 alle 17 e la domenica dalle dalle 7 alle 13.

L'ex municipalizzata che si occupa della raccolta non intende fermarsi. Entro fine anno infatti verrà aperto il quinto Ccr della città, in via Minutilla, a Cardillo. "Siamo ancora indietro - spiega il presidente Norata - ma la rete dei Ccr comincia a prendere consistenza. L'obiettivo è averne uno per quartiere. Non ci sono più alibi per chi abbandona rifiuti per strada". I dati dei Ccr già aperti "parlano" di mille accessi al giorno in media dal primo gennaio al 30 novembre del 2019. In totale sono stati avviari al riciclo 2.863.191 chilogrammi di materiali differenziati, anche se la percentuale più elevata resta quella degli ingombranti (60,67%). Ancora poco significative le quantità di plastica (0,18%), metallo (0,67%), carta e cartone (1,15%), rifiuti biodegradabili (2,38%) finora raccolte. Bene invece la raccolta dei Raee, che ha permesso alla Rap di conseguire premi di efficienza per oltre 30 mila euro.

Secondo Norata "l'esperienza dei Ccr dimostra quanto i cittadini vogliano essere accompagnati e coinvolti nel ciclo dei rifiuti". Tuttavia, aggiunge, "abbiamo necessità di un sostegno economico. Fino ad ora ce l'abbiamo fatta con le nostre risorse, per fare il salto di qualità servono fondi esterni". Da questo punto di vista, la Rap è in attesa di conoscere l'esito del bando promosso dal dipartimento regionale Acque e rifiuti: 5 i progetti presentati per altrettanti Ccr che, se ammessi a finanziamento, potrebbero catalizzare 4 milioni di euro (800 mila circa per ogni Ccr). 

Dopo la delibera che ha individuato 13 aree in cui dislocare i Ccr, "la Giunta procederà l'anno prossimo ad un nuovo atto di pianificazione". Lo annuncia l'assessore Catania, che aggiunge: "Tutti i Ccr verranno calati nel nuovo piano regolatore. Questa nuova apertura è il frutto della collaborazione istituzionale tra Rap e Comune, ma soprattutto di un'attività di pianificazione che a breve proseguirà individuando altre 11 aree". Il Comune ha inoltre intenzione di trasferire nel patrimonio della Rap tutte le aree dei Ccr. Un'operazione che si può concretizzare in seguito a perizie effettuate da esperti terzi nominati dal Tribunale. "Solo dopo questo passaggio - conclude Norata - i beni che vengono valutati possono dare luogo a scritture contabili ed essere portati nel capitale sociale".

“Questa apertura - afferma Dario Chinnici, consigliere comunale di Italia Viva - è il segnale della volontà del Comune e della Rap di puntare con decisione sulla differenziata e sulla lotta all’abbandono degli ingombranti: l'affluenza in questi centri dimostra che la scommessa è vincente, l’auspicio è che la Regione ne finanzi altri cinque. Un momento reso ancor più significativo dal fatto che si tratta di un terreno confiscato alla mafia e che oggi diventa invece un’area pubblica a servizio della città". 

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