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La discarica di Bellolampo

La discarica di Bellolampo

Mai costruito, ma costato 36 milioni: aperta un’inchiesta sull’inceneritore

La Procura indaga sulla Pea, la società di gestione del termovalorizzatore di Bellolampo mai realizzato dopo che la gara fu annullata dalla Corte di giustizia europea

Un termovalorizzatore mai realizzato che però sarebbe costato 36 milioni di euro. Per questo motivo, secondo quanto riporta un inchiesta pubblicata su Repubblica.it, la Procura avrebbe aperto un inchiesta sulla gestione della Pea, la società che si era aggiudicata la gara per il termovalorizzatore di Bellolampo, uno dei quattro che il governo Cuffaro avrebbe dovuto realizzare in Sicilia. Gara poi annullata però nel 2007 dalla corte di giustizia europea.

L’indagine sarebbe incentrata sui 36 milioni di euro, costo degli investimenti per avviare la costruzione del termovalorizzatore, che l'ex Agenzia regionale per i rifiuti (oggi soppressa) si impegnò a garantire alla Pea con un accordo siglato il 28 aprile 2009, quando già la Corte di giustizia europea aveva dichiarato nullo da due anni la procedura per l'affidamento dei lavori, e in attesa di una nuova gara che - nell'estate del 2009 - andò deserta. Gli inquirenti starebbero esaminando anche la legittimità delle spese deliberate dalla Pea dopo lo stop giunto dall'Ue.

Secondo quanto si legge su Repubblica.it, fra i costi affrontati dalla società, nella primavera del 2009, figuravano anche cinque milioni di progettazione, altri cinque per opere civili già realizzate, ma anche un milione 200 mila euro di consulenze tecniche, tre milioni 280 mila per "bond al commissario" e quasi 8 milioni 200 mila euro di spese legali.
 

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