Portano il nonno in ospedale ma i medici lo perdono di vista, ritrovato dopo 7 ore

A raccontare la vicenda, denunciata ai carabinieri, è il nipote di un novantenne. "Perdeva sangue dalla bocca e lo abbiamo affidato ai sanitari di Partinico. Poi è sparito ed è stato ritrovato davanti a una villa a Borgetto"

L'ospedale di Partinico

"Mi chiamo Paolo Briguglio e sono nato a Cinisi il 24 luglio 1930", gridava sbattendo il suo bastone in legno sul cancello di una villa privata per attirare l'attenzione. I proprietari di casa, preoccupati, hanno avvisato i carabinieri non immaginando neanche lontanamente quale storia potesse esserci dietro. A raccontarla è il nipote dell'anziano che a luglio scorso ha compiuto 90 anni, perso di vista dai medici dell'ospedale di Partinico e ritrovato dopo circa 7 ore di ricerche nella zona di Borgetto.

"L'avevamo portato da Cinisi al pronto soccorso di Partinico - racconta a PalermoToday Alessandro Arena - per alcune perdite di sangue dalla bocca. Erano le 2 di notte. Dopo l'attesa al triage e il tampone per il Covid-19, i primi accertamenti avevano dato esito negativo. Stavano per dimetterlo ma ha avuto altre perdite e quindi i medici hanno preferito trattenerlo per effettuare altri esami e portarlo all'Ingrassia. Così mia madre è stata invitata a tornare a casa e rassicurata sul fatto che l'avrebbero informata prima del trasferimento".

Il tempo passava ma la figlia dell'anziano - ricostruisce ancora il nipote - non avrebbe ricevuto alcun aggiornamento. "Ha chiamato lei e le è stato risposto che non potevano darle informazioni in quel momento. Le hanno pure chiuso il telefono in faccia. Ieri pomeriggio mia madre è andata nuovamente in ospedale per portargli il cambio e dopo un po' di confusione, un dottore le ha detto: 'Signora, la verità è che non troviamo più suo padre'. Dopo il panico iniziale, siamo intervenuti anche io e mio padre e ci siamo divisi le zone per cercarlo".

Dopo aver avvisato i carabinieri e la polizia, Arena e il padre hanno cominciato a battere la zona palmo a palmo, chiedendo un po' ovunque e fermandosi pure in negozi e bar. "Una persona al bancone ha sentito ciò che dicevo - spiega ancora - e mi ha chiesto di mostrargli la foto. Mi ha detto: 'L'ho visto mezz'ora fa vicino del bowling'. Sulla base di questa informazione abbiamo allargato le ricerche chiedendo a chiunque incontrassimo per strada. Casualmente ho visto due donne in una strada sterrata e mi sono fermato a chiedere".

L'ostinazione del nipote alla fine ha ripagato gli sforzi, trasformando lo sconforto iniziale in gioia: "Appena ho spiegato alle due donne la situazione - aggiunge Arena - mi hanno detto che era a casa loro, che lo avevano sentito urlare dietro il cancello di casa loro mentre sbatteva il bastone cercando di attirare l'attenzione e lo avevano accolto. Era stanco, disidratato e in un leggero stato confusionale. Aveva ancora la mascherina sul volto e la farfalla del prelievo di sangue nel braccio ma non la sua borsa bordeaux. Sono arrivati i sanitari del 118 e i carabinieri".

I familiari hanno chiesto di acquisire la cartella medica dell'anziano per capire come siano andate le cose e, stamattina, hanno presentato una denuncia ai carabinieri di Cinisi affidandosi a un avvocato. "E' una storia allucinante. Ho temuto il peggio ma per fortuna - conclude il nipote - è finita bene. Avevo anche pubblicato un post su Facebook e tante persone mi hanno contattato per fornire il loro supporto, raccontando di avere vissuto esperienze simile. Cose da terzo mondo". Dall'Asp, che gestisce la struttura ospedaliera, fanno sapere che sono in corso accertamenti per ricostruire l'accaduto.

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